MILANO – Antonio Fusco, noto stilista di origini casertane, sinonimo di eleganza e signorilit , festeggia quest’anno ben 25 anni di attivita’: un quarto di secolo fatto di successi e di trionfi. La sua storia somiglia molto ad una bella favola che non ha fine, la favola di un uomo coraggioso che ha fatto della sua passione, la sua unica ragione di vita.
Dall’Italia all’America il passo e’ stato breve. I suoi studi e i suoi primi lavori da designer avvengono in anni di profondo cambiamento sociale. Contemporaneamente arriva la sua decisione di ritornare in Italia, pronto a dare vita a una visione personale della moda che si rifa’Â alla tradizione della sartoria napoletana con un pizzico di novita’.
Nasce cosi’ a Milano un laboratorio sartoriale negli anni del pret-a -porter meneghino che conquista il mondo intero. I suoi abiti da uomo vengono ben presto apprezzati e le giacche maschili diventano il punto forte della sua collezione.
La svolta arriva con la grande idea di adottare le linee maschili sugli abiti femminili, realizzando capispalla adatti ad una donna moderna, una nuova donna degli anni ’80 che vive anche per la sua carriera.
La richiesta dei suoi capi e’ cresciuta così nel tempo e nonostante la grande popolarita’ dei suoi capi ha sempre privilegiato la qualita’ dei tessuti. Oggi il suo laboratorio e’ una vera azienda di moda e la sua boutique nel quadrilatero ambrosiano compie i suoi primi 10 anni di vita.
Numerosi gli showroom con il suo marchio nel mondo: Tokyo, Dusseldorf, New York e ovviamente Milano. Il maestro Fusco si racconta a noi dell’Eco di Caserta.
Maestro Fusco, quando ha capito del suo amore per la moda?
Il mio amore per la moda e’ cresciuto con me. I miei genitori erano piccoli imprenditori tessili, e ho potuto conoscere e apprezzare fin da subito la qualita’Â delle stoffe e dei materiali piu’ pregiati, che poi ho utilizzato per dar vita a capi di alta moda.
E’ stato difficile lasciare la propria terra. Lei e’ di Castelmorrone in provincia di Caserta, un paesino dei Monti Tifatini?
Ho lasciato la provincia all’eta’ di 25 anni per partire alla volta degli Stati Uniti. La mia partenza non e’ stata una necessita’, bensì una scelta di vita. Sono stato molto fortunato, poiche’ giungere nella grande Mela dei lontani anni 70, non era alla portata di tutti. Ho potuto fare molta esperienza e seguire dei corsi di designer.
Quali difficolta’ ha incontrato sul suo cammino?
Come dicevo prima, mi ritengo un uomo fortunato.Quando ho iniziato ad affermarmi artisticamente negli anni ottanta dello scorso secolo a Milano, non e’ stato difficile proporre il mio stile e poi la citta’ della moda era in pieno fermento e il pret a porter era al suo debutto. Diventare famoso non e’ stato faticoso, la difficolta’ piu’ grande e’ stata mantenere intatto un successo che dura da trent’anni.
Quando si e’sentito per la prima volta un uomo realizzato?
Non si e’ mai completamente realizzati, nel lavoro le sfide sono quotidiane e bisogna lavorare per essere sempre al top.
Torna mai nella sua terra d’origine?
Si, a volte.
Cosa consiglia a chi vorrebbe intraprendere il suo stesso lavoro?
Amare il proprio lavoro e’ la cosa piu’ importante, perche’ senza passione non si puo’ fare nulla.
