Santa Maria Capua Vetere, il 14 Maggio “Per Cales: recupero di una grande colonia latina”

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Ricerca archeologica e valorizzazione del patrimonio culturale: è questo il binomio sul quale si muoverà il seminario “Per Cales – recupero di una grande colonia latina”, organizzato dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli (mercoledì 14 maggio ore 14,30, Aula Magna, Complesso di San Francesco, Piazza San Francesco, S. Maria Capua Vetere). Posta ai piedi delle colline che segnano verso nord il limite della pianura campana, nel territorio dell’attuale Calvi Risorta, l’antica Cales fu un importante centro per il controllo delle vie di accesso al Lazio e al Sannio.

La città antica, che prima della conquista romana (334 a.C.) era già un importante centro degli Ausoni/Aurunci, occupa un pianoro tufaceo di circa 64 ettari, delimitato da due corsi d’acqua (Rio dei Lanzi e Rio Pezzasecca). Le conoscenze sul sito preromano derivano soprattutto dalle necropoli e dai luoghi di culto, mentre l’impianto della colonia latina è ben definito dalla presenza di un circuito murario in opera quadrata, entro cui si aprivano sei porte. All’interno delle mura si conservano monumenti pubblici di rilevante interesse, di età tardo repubblicana ed imperiale, come il teatro, l’anfiteatro, due complessi termali e un tempio.

Il sito è stato oggetto di interventi di scavo sia nell’area del teatro, restituito alla fruizione pubblica, che sull’arce della città, dove insistono la Cattedrale romanica e il Castello aragonese, importanti testimonianze di età medioevale e rinascimentale. Il pianoro su cui sorge la città antica è oggi percorribile in tutta la sua estensione attraverso strade vicinali che ricalcano gli antichi tracciati viari e consentono di apprezzare, oltre alle evidenze archeologiche, anche gli aspetti naturalistici e ambientali del sito. Il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della SUN e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento, Caserta hanno avviato, con il coordinamento scientifico della prof. Stefania Quilici Gigli, docente di Topografia antica, e del dott. Antonio Salerno, direttore dell’Ufficio per i Beni Archeologici di Calvi Risorta, un programma di ricerca articolato su più linee d’intervento: implementazione della Carta Archeologica della città antica; mappatura, valutazione e definizione delle diverse situazioni archeologiche soggette a specifici fattori di rischio, compresi gli interventi di scavo clandestino; studio e contestualizzazione topografica dei materiali dispersi nei vari musei italiani ed europei; studi sull’assetto del territorio, per il recupero della viabilità e di monumenti significativi per la fruizione, con l’elaborazione di percorsi di visita.

Il seminario “Per Cales: recupero di una grande colonia latina” rappresenta un primo momento di confronto tra gli studiosi su queste tematiche. Inoltre, per sottolineare lo stretto rapporto che intercorre tra ricerca e valorizzazione, si è inteso dare spazio alla recentissima esperienza del progetto “Cales da (ri)Scoprire”, messo in campo da volontari caleni cooordinati dall’associazione ArcheoCales. Proprio da esperienze come questa emergono le notevoli potenzialità del territorio caleno, realtà complessa su cui sperimentare nuove forme di gestione del patrimonio culturale rivolte non solo ad incentivare il turismo, ma anche a far crescere nella comunità locale la consapevolezza dei beni che possiedono.