
CASERTA- “Saluto i partecipanti alla Marcia per la Vita che quest’anno ha un carattere internazionale ed ecumenico. A Meter e ai partecipanti alla Marcia per la Vita tanti auguri e avanti a lavorare su questo”. Al termine della preghiera del Regina Coeli questo è stato il personale saluto e l’incoraggiamento di papa Francesco ai partecipanti alla quarta Marcia per la Vita che ha richiamato più di quarantamila persone da tutto il mondo a Roma domenica 4 maggio. Tantissimi i giovani, hanno marciato insieme, da piazza della Repubblica ed entrando come una marea colorata, tra bandiere di ogni nazionalità, striscioni e palloncini in piazza S. Pietro, associazioni laicali, gruppi parrocchiali, congregazioni di suore e preti in talare, tra canti, danze e preghiere. Dimostrazione concreta della vivacità del mondo pro life italiano e internazionale e di una cattolicità autentica tra associazioni dalle differenti sensibilità ma unite tutte da un amore profondo alla vita. Italiani, polacchi, brasiliani, statunitensi, francesi, giapponesi tutti uniti nel grido «si alla vita» e contro qualsiasi attacco alla vita a partire dal concepimento fino alla morte naturale. Tra le tante, anche la diocesi di Caserta ha promosso ed incoraggiato la partecipazione a questa manifestazione e tra i casertani presenti Antonietta Arciuolo, con la sorella Angela, che così commenta: “è stata un’esperienza piacevolissima. La prima volta ad una marcia del genere dove ho potuto sentire condivisione degli stessi valori, ho potuto conoscere altri attivisti che mi hanno accolto molto cordialmente e mi hanno fatto sentire a casa. Spero che questa battaglia di civiltà continui senza sosta fino all’approvazione del referendum abrogativo della legge 194 che permette l’aborto in Italia”. La giovane Vita Criscuolo, accompagnata dalla mamma Michela Albano, invece, così commenta “l’esperienza fatta per la Marcia per la vita è stata molto bella ed emozionante, in cui la partecipazione e l’aggregazione è stata tanta e le parole di papa Francesco sono state dirette e semplici verso uno scopo d’amore. La Marcia per la vita però è un momento di riflessione per tutti su ciò che la vita rappresenta ed entra in un ambito talmente personale e intimo fatto di vissuto ed emozioni ma soprattutto di sofferenza che non deve essere sottovalutato e visto come un atto in cui l’educazione e il sostegno sono importantissimi. Educare alla vita è educare ad una diversa cultura, ad un diverso futuro fatto di speranza e di gioia”. Insomma, dopo tanta condivisione di entusiasmo, impegno, fatica, militanza per la gioia e la felicità di vivere non possiamo che gridare a polmoni pieni “Viva la vita!”.
