CASERTA – Su “Il Mattino” di sabato 15 febbraio 2014 a pag. 35 veniva pubblicata una lettera molto garbata, indirizzata al Santo Padre dal Presidente della Provincia Dott. Domenico Zinzi. Ne sintetizzo due punti salienti:
1° – “Santità In prossimità del centro storico della nostra città esiste un’area denominata Macrico di oltre 324 mila mq. Le chiedo un grande dono. Regali il Macrico alla Città!”
2° – “Ci sono state diverse proposte di acquisto rivolte all’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (proprietario dell’area), che ha richiesto la notevole somma di circa 35 milioni di euro”. “La forza straordinaria della Sua parola […] arrivi con forza ai vertici dell’Istituto Diocesano, convincendo loro che Caserta ha bisogno […] non di un’operazione di carattere economico, ma un grande segnale di riscossa e di speranza”.
Voglio subito precisare al Presidente Zinzi, che, a parte il molto parlare per tanti anni, mai nessuno ci ha formulato una proposta scritta di acquisto del Macrico, dal 1° gennaio 2001 ad oggi, tempo della mia presidenza.
Sempre su “Il Mattino” di Domenica 23 febbraio 2014 a pag. 35 Antonio Pastore riportava e commentava brani d’una lettera del sindaco di Caserta, Dott. Pio Del Gaudio. anch’essa indirizzata al Papa, sempre sull’area Macrico.
Non possedendo il testo integrale della lettera, mi limito a riportare dal Sito del Comune di Caserta una dichiarazione del Sindaco: “A Sua Santità […]. Nel fargli poi istanza af-
finché possa prestare la più sensibile attenzione alla richiesta di donazione dell’area alla Città avanzatagli dal Presidente Zinzi, l’ho pregato di volerci indicare un referente con il quale possa essere istituita una valida interlocuzione istituzionale per addivenire ad una definizione determinante ed epocale per Caserta e per tutti i suoi cittadini. In tal modo potrebbe essere avviato anche un utile confronto per valutare la possibilità di una vendita anche parziale dell’area o di abbattere il muro che delimita la zona, almeno per assicurare ai casertani la fruibilità della sua visione. Mi auguro che le mie parole, espresse rispettosamente a nome dei cittadini e dell’Amministrazione, possano ricevere la risposta che tutti attendiamo”
A) Considerazioni sulla richiesta al Papa di donare l’area Macrico alla città di Caserta, pubblicizzata nei giorni scorsi.
Gli Istituti Diocesani, nati nel 1985 in forza d’una normativa pattizia tra la chiesa Cattolica e la Repubblica Italiana, hanno la finalità istituzionale d’amministrare i patrimoni, una volta benefici delle Parrocchie e della Mensa Vescovile, per provvedere al Sostentamento del Clero, che lavora per la comunità cattolica diocesana.
Per il Codice di Diritto Canonico e per la legge dello Stato N. 222 de1 20.05.1985, con tutte le successive disposizioni attuative, sia nell’ordinamento civile che canonico, gli Istituti hanno finalità esclusivamente economica: amministrare oculatamente il patrimonio in modo da produrre reddito per pagare il lavoro pastorale svolto dai sacerdoti a servizio della Diocesi.
Per raggiungere questo scopo, istituzionalmente vitale, ne consegue che è assolutamente vietato, pena l’invalidità giuridica degli atti, per preciso ordinamento canonico e civile, donare beni patrimoniali o dare in comodato gratuito a chicchessia. Gli Istituti non possono donare neanche alla propria Diocesi o alle Parrocchie beni propri per strutture pastorali, come una chiesa, né concederli in comodato gratuito per attività pastorali; possono solo venderli o fittarli onerosamente, ma al giusto prezzo. E non senza le necessarie autorizzazioni delle Autorità Superiori competenti. Tant’è che quando l’Istituto vende qualche suo immobile ad altri Enti Ecclesiastici, anche della propria Diocesi, l’Agenzia delle Entrate è tenuta a verificare la congruità del prezzo di compravendita e ad infliggere sanzioni, ove ci fosse un prezzo di favore, seppure per un Ente Ecclesiastico. Ed è per questa finalità rigorosamente ed esclusivamente economica che gli Istituti sono l’unico organismo diocesano sottratto alla diretta giurisdizione dei Vescovi diocesani. Per interesse della Chiesa e dello Stato, gli Istituti non possono assolutamente derogare da questa finalità istituzionale, né per esigenze caritative né pastorali, che vanno affrontate da altri organismi diocesani. Per questo il Vescovo è il diretto e unico Legale Rappresentante di tutta la Curia diocesana, non però dell’Istituto Sostentamento Clero.
Quanto esposto aiuta a capire che la richiesta avanzata a Papa Francesco, perché nella sua generosità regali l’area Macrico alla città di Caserta, richiederebbe l’azzeramento dell’ordinamento legale pattizio tra la Chiesa Cattolica e la Repubblica Italiana, come altresì la sconfessione dell’operato di tante strutture ecclesiastiche che agiscono fedelmente alle disposizioni emanate, civili e canoniche.
Quanto detto però non basta. Devo aggiungere, doverosamente, dell’altro, perché si sentono e si leggono affermazioni vaghe e leggere, al di fuori d’ogni realtà oggettiva. Spero che sia solo per insufficiente conoscenza o per totale ignoranza della questione. Ragion per cui son costretto a fare le seguenti essenziali puntualizzazioni.
Prima – L’Istituto, per i manufatti nel Macrico ha pagato ai Ministeri della Difesa e delle Finanze la cifra di € 5.898.040,23 nel 2004, cioè quasi sei milioni di euro.
Seconda – Come Imposta patrimoniale ICI-IMU ha versato, dal 1998 al 2013 la somma di € 1.877.374,50 soltanto per l’area Macrico. Dal 2012 stiamo pagando per l’IMU sul Macrico € 230.458,11 all’anno.
Terza – Includendo le due cifre precedenti e conteggiando insieme i costi sostenuti per l’area Macrico dal 1994 al 31.07.2004 (cioè le numerose e costose spese legali nella lunga vertenza giudiziaria per ritornare in possesso legale e materiale del bene; le molteplici spese tecniche, le spese della bonifica da amianto, da oli, da ferrovia e da residui bellici, con relativa documentazione), l’Istituto Diocesano ha sostenuto una spesa complessiva di € 13.527.195.90.
Quarta – A metà giugno 2005. quando c’era stato assicurato da parte dell’Amministrazione Comunale di Caserta che l’area sarebbe stata acquistata, l’Istituto pagò allo Stato l’imposta sostitutiva del 4% sulla cifra concordata come prezzo di compravendita di quaranta milioni di euro, cioè € 1.600.000,00, perché il 30 giugno 2005 scadeva la legge che agevolava le imposte sui terreni edificabili.
Cifra che, sommata alla precedente, raggiunge la considerevole somma di € 15.127.195,90 spesa dall’Istituto Diocesano sull’area Macrico a fine giugno 2005.
Quinta – Il prezzo di 40 milioni di curo per l’area Macrico fu concordato con i rappresentanti ufficiali dell’Amministrazione Comunale di Caserta e della Regione Campania, in numerosi incontri svoltisi al Belvedere di Caserta dalla primavera 2004, con l’apporto di tecnici di ambo le parti. Ci si basò fondamentalmente su una perizia
approntata e presentata dal Settore Urbanistica del Comune di Caserta, con data del 07.09.2004, come indennità d’esproprio ai sensi degli artt. 37 e 38 del D.P.R. n. 327/2001, – pari ad € 35.652.300,54. Dopo pertinenti e puntuali osservazioni dei tecnici dell’Istituto su alcune scelte fatte, ci si accordò per 40 milioni di euro, con concessione da parte dell’Istituto di dilazionare per un tempo non lungo parte del prezzo. Questo ben 10 anni fa. L’Istituto è rimasto a quella cifra, nonostante tutto.
Sesta – Conseguentemente, l’Istituto presentò la questione in sede diocesana, presso l’Istituto Centrale di Roma, presso gli uffici della Conferenza Episcopale Italiana per il parere favorevole e presso la Congregazione Vaticana per il Clero per il decreto conclusivo, che diede la necessaria autorizzazione per la vendita dell’area Macrico, al prezzo di 40 milioni di euro. Le autorizzazioni sono pronte nel cassetto da troppi anni e ormai dormono un sonno profondo.
Settima – Negli ultimi anni sia la Provincia, che aveva stanziato 10 milioni di curo, sia il Comune, che ne aveva ufficialmente destinati otto milioni, hanno impegnato le somme per altre finalità, a quel che si sa. Inoltre i circa 40 milioni di euro, stanziati dalla Regione Campania sempre per un progetto da attuarsi nel Macrico, l’attuale Amministrazione ha scelto d’indirizzarli ad altri scopi.
Ottava – Con il Comune in dissesto, con nessuna procedura in cammino, con fondi che non ci sono o sono difficilmente reperibili o forse raggiungibili in tempi molto lunghi ecc., – ecco che è scattata l’invocazione della manna dal cielo. Siccome i responsabili diretti in questa Chiesa casertana non sono né carismatici né sensibili, ma interlocutori difficili, ed esosi, chiediamo a Papa Francesco di regalare l’area Macrico a costo zero alla città di Caserta! Detto e fatto.
B) – Considerazioni sulla richiesta fatta dal Sindaco dott. Pio a Del Gaudio a Papa Francesco di ” indicare un referente con il quale possa istituita una valida interlocuzione istituzionale”.
Forse è il caso quantomeno di tentare di spiegare perché mai il Sindaco Del Gaudio sia cosi scontento e deluso del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Diocesano proprietario del Macrico, del suo Presidente e dell’attuale Amministratore Apostolico il Vescovo Angelo Spinillo, da chiedere al Papa un “referente con cui poter trattare sull’area del Macrico, naturalmente un valido interlocutore”, di suo gradimento e alla sua altezza! Sono parole pesanti come pietre, del tutto inadeguate alla realtà e inutilmente sprezzanti.
La prima osservazione che viene spontanea è che se “tutti attendiamo” dal papa che regali l’area del Macrico – come il Sindaco scrive – non ci dovrebbe essere poi tanto bisogno di chiedere anche che mandi da Roma un “referente” ufficiale per trattare. Ne fa dono e tutto finisce in grande allegria! Siccome però al Sindaco Del Gaudio la richiesta del regalo, appena formulata, gli è forse sembrata un po’ troppo esagerata, gli è parso bene ripiegare subito sull’invio di un “referente” per una “vendita parziale” del Macrico. Il Sindaco Del Gaudio si è incontrato più volte, unitamente all’assessore all’Urbanistica l’Arch. Giuseppe Greco, sia con il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Diocesano che con me Presidente e Legale Rappresentante. Insieme abbiamo dialogato per trovare delle strade in vista di una soluzione sul Macrico. Su alcuni punti c’è stata convergenza. Su altri no. In particolare, qualche anno fa venne a chiederci di mettere a disposizione una parte dell’area Macrico per dirottare lì, a parcheggio, i Bus turistici in visita alla Reggia, sì da indurre i visitatori ad attraversare a piedi il centro città, invogliandoli a spendere nei negozi e così ravvivare il commercio che langue, purtroppo. Inoltre, più volte, ci ha proposto, come ribadisce nella dichiarazione riassuntiva della sua lettera al Papa, di abbattere il muro del Macrico, almeno per assicurare ai casertani la fruibilità della sua visione”.
Il Consiglio di Amministrazione non ha accolto queste Sue richieste, perché le ha valutate improponibili in sé e perché se attuate avrebbero provocato una catena di problemi irrisolvibili e troppo onerosi. I Bus turistici dispongono di un ampio parcheggio sotto i campetti, che è costato milioni di euro. Si risolverebbe la drammatica questione del commercio, dirottando i Bus nel Macrico! Abbattiamo il muro del Macrico consentendo a chi vuole entrarci, notte e giorno! Ma non è il muro di Berlino! Molti capannoni sono insicuri, ecc. ecc. e la lista degli inconvenienti e danni possibili sarebbe lunga. Ma si possono fare sensatamente proposte del genere all’Istituto Diocesano proprietario, in un contesto senza nessuna seria prospettiva e progettualità concreta per l’immediato futuro? Si pretende che i membri del Consiglio di Amministrazione siano così sprovveduti e irresponsabili di mettere l’Istituto Diocesano sul piano inclinato del dissesto?
Noi siamo disponibili al dialogo con tutti in modo concreto, soprattutto con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, che hanno le loro grandi responsabilità per Caserta, con franchezza e concretezza, senza però rinunciare ai nostri dovere di amministratori dell’Istituto Diocesano. Il Macrico è una grande opportunità di progresso sia per Caserta che per l’Istituto Diocesano. Non vogliamo sprecarla, nè per la città nè per la finalità istituzionale dell’Ente proprietario.
Adesso per noi è un grosso peso e una questione molto difficile da risolvere. Non possiamo permetterci di fare passi falsi nè vogliamo rimanere impantanati nell’attesa inerte.
Sappiamo anche che da molti anni, in questo periodo iniziano le campagne elettorali di primavera sul Macrico. Infatti le manovre sono già iniziate. All’Istituto Diocesano non interessa minimamente entrare in una marea di parole opportunistiche né lasciarci prendere da una frenesia di iniziative “mos imentiste” a fini elettorali. Noi ce ne teniamo fuori. A chi vuole fare proposte concrete di acquisto all’Istituto Diocesano come Ente proprietario del Macrico, le metta su carta e ce le presenti per la valutazione. Chi invece vuol discutere d’ipotesi urbanistiche, dialoghi con l’Amministrazione Comunale, che esclusivamente ne ha il potere e con la Soprintendenza per le sue competenze.
Presidente e Legale Rappresentante
Sac. Antonio Aragosa
