Caserta, Mandara: Il Governo aiuta il Parmigiano e non la Mozzarella

CASERTA – “Il governo corre in soccorso dei produttori di grana in crisi, ma non muove un dito per la crisi della bufala che si trascina ormai da tempo. E’ sconcertante, ma è così. E’ come se il bufalino, con tutto il suo indotto, fosse un settore marginale dell’economia di Terra di lavoro o, comunque, non importante quanto il Parmigiano per l’area padana. Mi chiedo: dov’è la classe politica campana e, in particolare, quella casertana? Che cosa fanno i nostri politici a Roma? Qual è il motivo per il quale al di sotto del Garigliano dobbiamo essere sempre considerati figli di un dio minore?”.

E’ il commento amaro del presidente della Sezione Lattiero-casearia di Confindustria Caserta, Giuseppe Mandara, alla notizia dell’annuncio del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, di acquisto di 100 mila forme di Parmigiano Reggiano e di altrettante di Grana Padano per fronteggiare la crisi del comparto.

“L’aspetto che più mi sorprende in tutta questa vicenda – ha aggiunto il presidente degli industriali caseari casertani – è che il ministro abbia tenuto a precisare che, a proposito del grana, non siamo in presenza di un crisi di mercato e di prodotto, essendo fuori discussione la qualità, ma di equilibri tra costi e ricavi alla produzione. E ancora. Sempre il ministro ha aggiunto: non abbiamo aspettato la richiesta di stato di crisi partita dall’Emilia Romagna, sul problema ci siamo e ci saremo”.

Non solo. Il ministro ha annunciato aiuti anche per Asiago, il Taleggio o il Pecorino che vivono le stesse tensioni di mercato. Non una parola, invece, per la mozzarella o per la filiera bufalina, il cui comparto – tra crisi ambientali e brucellosi – sta vivendo non da oggi un difficile momento.

“Vorrei ricordare – ha continuato Mandara – prima a me stesso e poi ai politici che ai vari livelli ci rappresentano, che il comparto della filiera bufalina, tra diretto e indotto, impegna oltre 20 mila addetti. Nel suo genere, vale quanto una grande industria, che peraltro opera in un territorio ed in un contesto economico e sociale assai difficile, dove sono di gran lunga più le industriale manifatturiere che scappano, che quelle che vengono. Ignorare tutto questo è non soltanto un grave errore, ma denota anche una forte miopia della classe politica”.