Caserta, riapre al traffico la prima parte del Corso Trieste. Lo sconcerto delle associazioni

CASERTA – Da qualche giorno i cittadini casertani si sono trovati di fronte ad una poco piacevole novità: l’apertura al traffico delle auto nel primo tratto del Corso Trieste. A non pochi questa decisione dell’Amministrazione ha fatto storcere il naso. Da più parti si sono levate proteste e qui di seguito raccogliamo la lettera aperta da parte dell’Associzione OsservAzione città di Caserta.

“Apprendiamo con sconforto dell’adozione di un nuovo piano traffico che prevede la riapertura al traffico veicolare del primo tratto di Corso Trieste – così si apre la nota diffusa alla stampa – Nel mese di ottobre scorso chiedemmo con forza all’amministrazione comunale di non cedere alle pretese di uno sparuto gruppo di commercianti. Eravamo convinti e lo siamo tuttora che la soluzione alla contrazione delle vendite non fosse da attribuirsi al dispositivo di ZTL ma, al contrario, all’assenza di una efficace azione di marketing e dunque di iniziative atte a suscitare nuovo interesse per quest’importante arteria commerciale”.

Secondo l’associzione è sconcertante ritenere che la vivibilità pedonale di un’area urbana sia elemento ostativo per lo sviluppo commerciale. “Questa città ha un enorme bisogno di profondi cambiamenti strutturali dei propri spazi aperti per aderire alle esigenze dei pedoni, invogliarne la fruizione a piedi e/o in bicicletta, scoraggiare l’uso dei veicoli attraverso un piano efficace per la mobilità sostenibile. Viceversa assistiamo ad una netta inversione di tendenza rispetto ai basilari principi su cui fondare una nuova concezione di città, in linea con la tendenza in atto in tutte le altre città europee. E ci si riferisce tanto agli standard di vivibilità che a quelli, ormai indifferibili, di sostenibilità imposti dalle normative nazionali e comunitarie.

Ad aumentare lo sconcerto si aggiunge la certezza della inefficacia di tale provvedimento, come dimostrano: -gli esiti del questionario da noi stessi elaborato nel dicembre del 2012; –          la vacuità delle motivazioni addotte dai commercianti a supporto della loro istanza; –          le illuminanti esperienze di altre città frutto di appositi ed approfonditi studi.   Senza trascurare, inoltre, che, assodato che la crisi del settore commerciale interessa l’intero territorio comunale, tale concessione si configura come un’ingiustificata disparità di trattamento di una parte della categoria;   Un’ulteriore riflessione concerne la direzione di sviluppo che la nostra città deve assolutamente intraprendere e su come sia necessario innescare un virtuoso processo di valorizzazione dell’intero centro storico ai fini turistico-culturali. Appare evidente che l’attuale amministrazione risulti del tutto priva di una strategia in tal senso, essendo quello della ZTL un presupposto imprescindibile di una prospettiva che guarda al turismo e all’accoglienza come i principali motori del futuro sviluppo.   Resta da comprendere in che modo si intenda affrontare il problema della pavimentazione non idonea al traffico veicolare e chi si farà carico delle eventuali riparazioni.”