Caserta, terminata la marcia antirazzismo e anticamorra: 10mila partecipanti. Nogaro accusa i politici: Piegati a norme malavita

CASERTA – Si è concluso a Caserta il corteo anti razzista e anti camorra organizzato dal movimento dei migranti e rifugiati e da una serie di associazioni locali attive nel mondo del sociale. Circa 10.000 persone, moltissimi immigrati ma anche studenti e rappresentanti delle istituzioni, come il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, hanno preso parte al corteo che si è snodato lungo le vie del centro cittadino in un clima di festa, monitorato a distanza dalle forze dell’ordine.

Tra pochi minuti una delegazione, composta da immigrati e rappresentanti delle istituzioni, verrà ricevuta dal prefetto e dal questore del capoluogo di Terra di Lavoro. Al prefetto verrà consegnato un documento-appello per sensibilizzare le istituzioni locali ad intervenire sulla disciplina che regola l’ingresso nel nostro paese degli immigrati.

Buona parte dei partecipanti al corteo attenderà l’esito dell’incontro in Prefettura in piazza. Al corteo ha partecipato anche il vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro.

IL DURO ATTO D’ACCUSA ALLA POLITICA DEL VESCOVO NOGARO: PIEGATI ALLA CAMORRA

I rapporti tra politica e camorra sono al centro di un duro atto d’accusa lanciato dal vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro.

“La politica si è indebolita – ha detto parlando durante il corteo anti razzista di oggi – ed è spinta, non vorrei dire guidata, dal potere camorristico. Vuol dire che non è detto che il politico sia camorrista, però deve comportarsi secondo le regole che stabiliscono i malviventi”.