CASTELVOLTURNO (Caserta) – Tre uomini ritenuti autori della catena di omicidi avvenuti a Castelvolturno, in provincia di Caserta, la moglie del boss dei Casalesi Giuseppina Nappa, e altre 101 persone sono stati arrestati in due distinti blitz delle forze dell’ordine questa notte.
I carabinieri hanno arrestato i tre presunti killer — Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia — mentre polizia e Guardia di finanza hanno eseguito una maxi-operazione che ha portato a 102 notifiche di arresto — 76 a persone già in carcere — su 107 destinatari inseriti nell’ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla Dda di Napoli.
Nel primo blitz sono state ritrovate anche armi con cui gli inquirenti ritengono sia stato messo in atto il disegno stragista. Armi che ora saranno esaminate per capire quali e quanti omicidi sono attribuibili ai tre che la polizia ritiene vicini alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi.
“Questa pressione continuerà , non durerà poche settimane, non è solo di reazione alla strage”, ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, riferendosi all’attentato del 18 settembre a Castelvolturno, costato la vita a sei africani.
Gli sforzi proseguiranno “finché la lotta contro la camorra non sarà vinta. Siamo determinati”, ha assicurato Maroni, che è tornato a parlare di una “vera e propria guerra dichiarata dalla camorra contro lo Stato e la società “.
Dopo l’arresto dei tre presunti responsabili della strage di Castelvolturno — appartenenti a un’ala scissionista del clan Bidognetti — restano in circolazione “cinque latitanti, molto armati e molto determinati a non farsi catturare: escono sempre armati, anche di esplosivo”, ha detto il capo della polizia Antonio Manganelli in conferenza stampa.
IN CARCERE TUTTO IL CLAN SCHIAVONE
Nella seconda operazione, oltre alla moglie di Francesco Schiavone, detto Sandokan, capo storico del clan dei Casalesi, sono finiti in manette diversi esponenti della famiglia Schiavone. Tra i destinatari, ancora latitanti, ci sono nomi eccellenti, come Antonino Iovine, Mario Caterino e Nicola Panaro.
I reati contestati ai 107 destinatari dell’ordinanza vanno dall’associazione di stampo mafioso, alla ricettazione all’estorsione e viene contestato anche un omicidio.
“E’ finito in carcere tutto il clan Schiavone, tra capi e gregari dell’organizzazione criminale di Casal di Principe, egemone nella provincia casertana con diramazioni nazionali e internazionali”, dice il capo della squadra mobile di Caserta, Rodolfo Ruperti.
Nel corso dell’operazione uomini della Guardia di finanza hanno effettuato, nel Casertano, nel Napoletano, nel basso Lazio e in Toscana, sequestri di beni mobili, immobili e società commerciali, riconducibili all’organizzazione camorristica, per un valore di oltre 100 milioni di euro.
“Sono state sequestrate 48 società , 148 veicoli,134 immobili e 13 cavalli”, ha spiegato Maroni.
Da quanto emerso nel corso delle perquisizioni, risulta, secondo gli inquirenti, che per “stipendiare” le circa 100 persone arrestate oggi, il clan Schiavone spendeva circa 300.000 euro al mese.
MARONI: COLPO DURISSIMO, LO STATO C’E’
“Questa notte abbiamo inferto un colpo durissimo al clan dei Casalesi”, ha detto Maroni, che ha parlato di “un risultato eccezionale” per un’operazione che ha visto impegnati circa 500 uomini.
Secondo il ministro — affiancato dal sottosegretario Paolo Bonaiuti, da Manganelli e dai comandanti generali di carabinieri e Guardia di finanza, Gianfrancesco Siazzu e Cosimo D’Arrigo — l’operazione è il segnale che “lo Stato c’è e interviene in modo efficace”.
Nei prossimi giorni nella zona arriveranno 400 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, e da sabato saranno dispiegati anche 500 militari: “Dobbiamo rendere visibile la presenza dello Stato per togliere acqua ai pescecani”, ha detto Maroni, che ha annunciato venerdì a Caserta un vertice operativo anti-camorra.
