Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla professoressa Anna Giordano un invito e sprone funzionale ad un obiettivo che offre la tanta aspirata rappresentatività della città casertana. Il contributo di Anna Giordano parte con un invito alla riscoperta e riattivazione di tutte le autostime personali e comunitarie per il raggiungimento di uno scopo specifico: Caserta Capitale Europea della Cultura, 2019.
CASERTA – “Se non ci crederanno i casertani non ci crederà l’Europa. La grande sfida. Caserta Capitale Europea della Cultura, 2019. L’unica città della Campania in corsa tra le 18 che si sono candidate in Italia. – esordisce Giordano – Ogni città concorrente con un suo pedigrèè, l’uno più importante dell’altro. Pensiamo a Venezia, Ravenna, Perugia, Palermo. Una sfida o una follia? Una sfida. Ma, se ragioniamo, Caserta può”.
“I care. Sulle emergenze storiche, artistiche e ambientali di Caserta hanno ragionato e scritto intellettuali stranieri di tutto rispetto: i viaggiatori del Gran Tour, nomi illustri della cultura europea, Goethe, Winckelmann, Byron, Miller, Mengs, Stendhal … Un cippo nella Villa Comunale ne ricorda i nomi”.
“Caserta si è candidata e a ragione. Preromana e osca, come testimoniano gli scavi nel sottosuolo della reggia, Casa Hirta longobarda e normanna nell’altomedioevo, con un castello il cui mastio è il secondo in Europa, poi terra di Angioini, Aragonesi e Spagnoli e, infine, reale delizia dei Borbone. – continua la professoressa che per prima a memoria storica si ricorda essere stata la prima assessore donna del Comune di Caserta – Un crogiolo di civiltà e culture, che si sono moltiplicate nei tempi recenti. Oggi è città multiculturale e multireligiosa. E’ la seconda parrocchia ucraina in Italia dopo Roma. A Caserta si decretò l’Unità d’Italia con lo scontro finale della battaglia detta di Gaeta, in via S. Carlo, il 1° ottobre 1860”.
“Completata solo da qualche giorno la lista dei tredici giurati che entro il mese di dicembre dovranno procedere alla selezione delle città finaliste, da quattro a sei, per il titolo di capitale. Intanto il Comitato per Caserta Capitale Europea lavora a ritmo serrato per aggregare idee e città.”Da soli non si può vincere”, dice il sindaco Del Gaudio e pensa al Forum delle Culture. L’ambizioso progetto dal titolo “Sense of Europe”, già presentato in sede europea con un prestigioso logo, si sviluppa attraverso una serie di “stanze sensoriali come in vetrine parlanti”, che dialogano con i molteplici sensi per raccontare Caserta e le sue eccellenze.
Anno Domini 2013, anno della Fede. “L’obiettivo ambizioso non ci spaventi”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Morelli, “la stessa partecipazione alla corsa per il conseguimento del titolo può avere una ricaduta importante in termini di immagine, di partecipazione, di riscoperta dei nostri tesori e delle nostre risorse. La cultura è ricchezza”.
“I care. – conclude la professoressa Anna Giordano – Il progetto presentato da Caserta ha le carte in regola per essere vincente, con un’idea guida ben determinata: inserire Caserta in un circuito sovranazionale con un occhio al passato e uno al futuro. Occorre solo aver fede”.
