CASERTA – Dopo il fermo di Alfonso Cesarano gli inquirenti sono sulle tracce di altri due componenti del gruppo di fuoco autore della strage nel Casertano. Il provvedimento di fermo eseguito nei confronti del pregiudicato comprende infatti anche altri due uomini, che al momento risultano latitanti.
Le altre due persone destinatarie dei fermi della Dda sono ritenute facenti parte del gruppo di fuoco, che sarebbe stato composto da almeno 7-8 persone. C’e’ grande riserbo sugli elementi raccolti nei confronti di questi indagati, ma è probabile che tra le prove ci siano delle impronte digitali. Trapela anche la possibilita’ dell’esistenza di riprese video, mentre non viene confermata l’ipotesi di testimoni oculari.
Cesarano, di 29 anni, è stato catturato dalla polizia in casa dei genitori, a Baia Verde, la stessa località dove poco prima della strage di immigrati di colore era stato ucciso il titolare di una sala giochi.
Strage, omicidio volontario aggravato dalle modalità mafiose e camorristiche, porto e detenzione illegale di armi da guerra: sono queste le ipotesi di reato contestate.
L’uomo è’ ritenuto uno dei responsabili dell’uccisione del titolare della sala giochi di Baia Verde, ucciso con una ventina di colpi di pistola di grosso calibro e kalashnikov e del successivo agguato nella sartoria gestita da immigrati del Ghana, nel corso del quale sono statti esplosi oltre 120 colpi e uccisi all’istante 5 extracomunitari ghanesi, della Liberia e del Togo, mentre un sesto e’ morto alcune ore dopo nell’Ospedale di Pozzuoli. Un settimo immigrato, coinvolto nella sparatoria e’ ancora ricoverato nell’Ospedale Cardarelli di Napoli.
MARONI: ARRESTATO ERA AI DOMICILIARI
Il presunto killer arrestato per la strage di Castel Volturno sembra fosse agli arresti domiciliari. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, avvicinato dai giornalisti. ”Abbiamo gia’ dato una risposta in modo adeguato – ha detto Maroni -. Questa mattina e’ stato arrestato uno dei presunti killer che, tra l’altro, era agli arresti domiciliari. Se questa notizia fosse confermata dovremo riflettere su queste misure soprattutto per pericolosi appartenenti alla mafia”.
Maroni ha quindi ribadito: ”La risposta l’abbiamo data subito inviando 400 tra poliziotti, Carabinieri e Guardia di Finanza e arrestato uno dei presunti killer”.
Cesarano era agli arresti domiciliari, un provvedimento cautelare in attesa del processo per violazioni alle normative sugli stupefacenti. Lo hanno confermato fonti investigative a Caserta. L’uomo era ai domiciliari in via Vasari 36 a Baia Verde, localita’ di Castelvolturno, nella villetta dei genitori dove la polizia lo ha fermato stamane.
MARONI, IN CDM DOMANI DECISIONI SU INVIO MILITARI
”Valuteremo nel consiglio dei ministri di domani se sara’ necessario affiancare alle forze dell’ordine i militari cosi’ come abbiamo fatto con successo e con ottimi risultati nelle citta’ ”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Roberto Maroni, a proposito dell’ipotesi di inviare in Campania, dopo la strage di Baia Verde a Castelvolturno, i militari ad affiancare le forze dell’ordine.
LA RUSSA: OK A MILITARI. SONO PRONTI IN MILLE
”Sono d’accordo ma naturalmente c’e un problema di fattibilita’. La stiamo verificando, penso che non bisogna tirare la coperta e ne’ io ne’ Maroni vogliamo farla diventare troppo corta”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a margine di un volo dimostrativo di un nuovo aereo militare di Alenia-Aermacchi, a proposito della possibilita’ di inviare in Campania i militari dopo la strage di Castelvolturno.
”Se c’e’ bisogno di un ulteriore aiuto – ha aggiunto – questo non deve significare togliere i militari dal compito di affiancamento alle forze dell’ordine che e’ stato molto apprezzato dall’opinione pubblica. Ci puo’ essere un intervento aggiuntivo e non sostitutivo, tanto meno rispetto al pattugliamento.
Alla domanda di quanti in piu’ potrebbero essere impegnati per l’ordine pubblico, La Russa ha replicato: ”sino a mille”. Il ministro della Difesa ha quindi scherzato sul suo presunto disaccordo con Maroni. Sceso dall’aereo militare dopo il volo dimostrativo, La Russa ha detto: ”se non trovavamo l’accordo non ci facevano atterrare” e ha aggiunto:”non c’e’ mai stato disaccordo. Stiamo discutendo sulle modalita’ ma io sono stato l’antesignano nel dichiarare che quando serve, le forze armate possono andare in aiuto per i compiti che sono abitualmente e stabilmente delle forze dell’ordine”.