CASERTA – Si chiama ” Il Principe e la Ballerina” l’operazione contro la camorra scattata stamattina presto da parte della DIA di Napoli e del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta. Cinquantacinque arresti, perquisizioni e sequestri hanno colpito numerosi esponenti e fiancheggiatori del clan “dei casalesi”.
I provvedimenti restrittivi colpiscono in particolare elementi riconducibili alle fazioni Schiavone e Bidognetti del clan “dei casalesi”. Tra i destinatari anche esponenti politici di rilievo nazionale e locale, personaggi del mondo bancario ed imprenditoriale operanti oltre che in Campania, nel Lazio, in Toscana nell’Emilia Romagna, in Lombardia ed in Veneto.
L’indagine verte sull’ala militare del clan dei Casalesi, dei gruppi Schiavone e Bidognetti, ma nelle oltre 1000 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Napoli i reati considerati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, al riciclaggio, alla corruzione al falso, tutti aggravati dall’articolo 7, l’aver agito cioe’ per favorire la criminalita’ organizzata.
Indagati e arrestati
Sono due i binari su cui viaggia l’inchiesta denominata “Il Principe e la (scheda) ballerina”, che ha portato, su attivita’ investigativa della Dia di Napoli e dei carabinieri di Caserta, all’emissione di 55 provvedimenti di arresto siglati dal gip Egle Pilla su richiesta dei pm Francesco Ardituro, Giovanni Conzo ed Henry John Woodcock, e vede complessivamente 70 indagati.
Il primo e’ quello del centro commerciale “Il Principe”, che avrebbe dovuto sorgere a Villa di Briano. L’investimento sarebbe stato di alcuni imprenditori vicini, stando all’accusa, al clan dei Casalesi. Questi, per trovare i soldi utili alla costruzione dello stabile, si rivolsero all’ex sottosegretario per ottenere un fido da qualche istituto bancario. E per questo anche lui è tra i destinatari della misura cautelare, con richiesta di autorizzazione all’arresto inoltrata alla Camera, per riciclaggio e falso, sostenitore attraverso attivita’ illecite del progetto della Sirio srl, poi diventata Vian srl.
Per gli inquirenti, Cosentino avrebbe esercitato pressioni su dei funzionari di un istituto bancario di Roma così da avere la concessione del fido, poi bloccato perche’ la documentazione risulto’ irregolare. In manette anche due imprenditori ciociari, un funzionario di banca e un dipendente di un ufficio tecnico comunale che avrebbe rilasciato una autorizzazione edilizia non conforme alla normativa urbanistica per la realizzazione del centro.
Il secondo filone dinchiesta riguarda i voti di scambio a Casal Di Principe tra il 2007 e 2010. La cittadina e’ retta da un commissario dallo scorso 18 novembre per dimisisoni dei consiglieri. Voto di scambio e’ l’accusa in base alla quale, nell’ambito dell’inchiesta della Dia di Napoli e dei carabinieri di Caserta, sono stati arrestati politici locali del casertano, componenti delle giunte degli ultimi anni a Casal di Principe, roccaforte del clan dei Casalesi, oggi Comune in amministrazione straordinaria. Tra questi, Angelo Ferraro, ex assessore ai Beni confiscati, nominato ad agosto scorso dall’ultimo sindaco, Pasquale Martinelli, quando era gia’ indagato; ma anche il fratello Sebastiano, consigliere provinciale, un tempo dei Popolari Udeur, che nell’aprile 2010 lo
sospesero dal partito in via cautelativa dopo aver appreso che era stato raggiunto da un avviso di garanzia per questo reato. In manette anche i fratelli Corvino, Antonio, ex assessore al Personale e alla Cultura della giunta di Cristiano Cipriano, primo cittadino in carica fino al 2009 e arrestato anche lui, e Demetrio, entrambi figli di Gaetano, gia’ vice sindaco di Casal di Principe nella cui casa, con il blitz detto “di Santa Lucia”, le forze dell’ordine nel 1990 interruppero un summit di capoclan dei Casalesi.
COMUNE SCIOLTO PER DIMISSIONI
Il vice prefetto Luigi Armogida e’ stato chiamato a reggere le sorti dell’ente dal prefetto di Caserta, Ezio Monaco, in seguito alla sospensione del Consiglio ed allo scioglimento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Martinelli in seguito alle dimissioni presentate da 11 consiglieri comunali. Ad affiancare Armogida ci sono i sub commissari Sergio Rivetti e Luigi Martino. La sottoscrizione delle dimissioni da parte dei consiglieri ha fatto seguito alla dichiarazione di dissesto dell’ente da parte dell’amministrazione, a fine ottobre e alle dimissioni, all’inizio di novembre, annunciate dallo stesso Martinelli che aveva tentato di riannodare i fili della maggioranza prima che 11 consiglieri decidessero di lasciare l’incarico. Casal di Principe e’ dei comuni dove lo scioglimento e’ piu’ ricorrente ed in media un’amministrazione dura in carica non piu’ di due anni.
