CASERTA – Raccontare Auschwitz senza descriverne l’orrore e l’assurdità è un compito piuttosto arduo, ma il libro “Nel ventre di Babele: Il linguaggio dei Lager nazisti†prova a districarsi tra le difficoltà esclusivamente linguistiche incontrate dai detenuti nei campi di sterminio nazisti e analizza i gerghi che nacquero nel periodo di detenzione.
Interesse dell’autrice, Daniela Testa – giovanissima scrittrice nostrana e giornalista della redazione de Il Mattino di Caserta – non è infatti quello di fornire un quadro storico di quanto accaduto, perché molti testi sono già stati scritti a riguardo; preferisce piuttosto un taglio diverso, da linguista studiosa di lingua tedesca, mettendo così a frutto la sua specializzazione in Germanistica che sta conseguendo presso l’Università degli Studi di Napoli, “L’Orientaleâ€.
Per sua stessa ammissione si legge infatti nel libro: “Questo testo non vuole essere un altro racconto di quanto è accaduto nei Lager nazisti, sia perché molto è già stato scritto in merito, sia perché le parole non bastano mai in certi casi a descrivere l’orrore. Questo libro è piuttosto un saggio sulla lingua tedesca nei Lager, per analizzare come anche una lingua possa essere affetta dall’infezione latente dell’odio e quanto sia difficile sopravvivere senza comunicareâ€.
A presentare questo testo, nato inizialmente come tesi di laurea, sarà la stessa autrice martedì 20 maggio alle 17.30 presso la biblioteca della Curia Vescovile, in Piazza del Redentore a Caserta. Dopo i saluti del Vescovo Raffaele Nogaro, illustreranno i contenuti del testo, nonché nozioni di cultura ebraica, il prof. Don Franco Galeone, esperto di Ebraismo e docente di filosofia presso l’Istituto Salesiano, il professore Girolamo Imbruglia, docente di storia moderna, presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale†e la cantante Naila.
Moderatore dell’incontro il giornalista Nando Santonastaso – curatore tra l’altro della prefazione del libro – che, insieme all’autrice e al responsabile della casa editrice “Spring edizioniâ€, Vincenzo Nigro, darà vita ad una interessante lettura di alcuni brani tratti dal testo.
Emozionata la giovane autrice che dichiara: “E’ una grande soddisfazione vedere pubblicata la propria tesi di laurea, dopo tanti mesi di studio e di ricerca. Ringrazio il mio professore Domenico Scarpa (docente di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale†e presso l’Istituto Superiore “Normale†di Pisa) per avermi dato fiducia e avermi consigliata nella stesura del testo e ringrazio Piero Terracina, Carla Cohn e Joseph Varon perché hanno rispolverato per me ricordi dolorosi del loro passato, con le loro testimonianze poste in appendice al libro. Dedico questa mia piccola soddisfazione personale a mio nonno, morto pochi mesi fa, soldato del Battaglione San Marco durante la seconda guerra mondiale e fatto prigioniero dalle truppe americane durante la liberazione, perché questo testo in un certo senso mi permette di avvicinarmi e ai suoi ricordi di gioventùâ€.
