Napoli che attesa per la sfida al Bayern. Record d’incasso e oltre sessantamila spettatori

NAPOLI – Attesa da record, attesa da Champions. Si attendono sessantamiladuecentoquattro spettatori d’azzurro fasciati a guidare il Napoli all’assalto del Bayern Monaco.

Cancellato il record d’incasso del 3 maggio 1989, Napoli-Stoccar­da, l’andata d’una finale Uefa so­praffatta di slancio dal delirio di massa d’una città in fermento, tra­scinata di forza verso il San Paolo per riscrivere le statistiche e ag­giornare il Guinnes dei primati.

Oh mamma, mam­ma, mamma: 22 anni e cinque me­si per cancellare un frammento (ma soltanto uno) di Diego Arman­do Maradona, per lasciare sul pra­to del San Paolo i calcinacci di quell’impresa eco­nomica che all’epo­ca, in uno stadio più abbondante, riser­vò un incasso da fa­vola o da brividi, fa­te un po’ voi: 4 mi­liardi, 570 milioni, 650 mila lire, l’equivalente – al cambio – di 2 milioni, 360mila e 543 euro, la vetta già strapazzata in prevendita e inevitabilmente condannata ad essere sepolta da una cascata di danaro (siamo poco sotto i 2 milioni e 400mila euro), da quella colata d’oro e di festosi­tà che s’avverte nell’aria. Napoli­Bayern è di fatto la madre di tutte le partite dell’ultima generazione, un evento reso imponente dall’at­tesa e dalle risposte ricevute, da quel fiume di uomini, donne e bambini agitatosi dalla Spagna e dalla Germania, dall’Olanda e per­sino dalla Norvegia e capace di ri­dimensionare – statisticamente – la portata d’un match rimasto appeso come un poster dell’esistenza cal­cistica e anticamera d’un trionfo da rievocare.