Ventre a sostegno di don Claudio Nutrito per Sant Antonio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Caro Parroco

ho appreso dalla stampa le sue ansie e perplessità circa il futuro del Centro Sant’Antonio.

 

Mi auguro che ciò che Lei paventa siano solo brutte voci di corridoio in quanto definire immonda la probabilità di una ulteriore svendita del patrimonio storico culturale casertano è alquanto eufemistico. E per avvalorare ciò voglio solo ricordare, nel recentissimo passato, la chiusura della Chiesetta sul Corso Trieste a causa del totale disinteresse di chi avrebbe potuto avere influenza per una definizione diversa della cosa e l’uso che è stato fatto del centro S. Agostino.

 

Pezzo dopo pezzo la storia casertana sembra destinata ad andare ad ingrossare i rifiuti casertani. Il Centro di Sant’Antonio è diventato, nel corso dei decenni, una istituzione della nostra città e questo grazie al mai dimenticato suo predecessore che tanto ha fatto per la gente bisognosa. Vedere letteralmente cadere a pezzi una struttura simile fa male.

 

E le mie parole non devono essere lette come strumentali a chissà quale interesse recondito. Qualsiasi amministrazione, di qualsiasi colore politico, dovrebbe far tesoro di un’eredità spirituale quale quella del Centro e far sì che essa possa essere perpetrata nel tempo.

 

Così sicuramente non è stato fino ad ora, impedendole di gestire l’intera struttura che invece potrebbe essere destinata ad iniziative sociali pregnanti di cui Caserta ha, fra l’altro, bisogno. In questa lotta mi ritenga al suo fianco, così come sicuramente saranno al suo fianco i cittadini casertani. Sono sicuro che ognuno sarebbe fiero e pronto a fare una sottoscrizione, anche finanziaria, pur di veder risorgere il complesso.