MELPIGNANO (Lecce) – In trentamila circa la notte di sabato 27 agosto e fino alla mattina di domenica 28 agosto 2011, per oltre otto ore di concerto, a Melpignano, in provincia di Lecce, in pieno Salento e Grecìa salentina, è andato in scena il concertone finale del festival della pizzica o taranta 2011, unico esempio di canto, musica e danza sacra e taumaturgica, ancora esistente in Italia e tra i più importanti al mondo, che attraversa tradizionalmente tutto il mese di agosto.
Il concertone va avanti da diversi anni ormai e mette insieme tutti i concerti tradizionali in onore dei santi patroni della Grecia Salentina che si tenevano durante il mese di agosto. Questa volta a Melpignano, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria delle Ferrovie del Sud, nello spiazzo ricavato davanti alla chiesa convento degli Agostiniani, si sono radunate circa trentamila persone. Le tv locali e anche diverse agenzie di stampa si sono sbizzarrite molto, arrivando a indicare in centomila i partecipanti alla serata finale.
Ma la generosità dei colleghi è stata eccessiva e non giova alla serietà e alla importanza della manifestazione, che fisicamente non avrebbe potuto ospitare, nello spiazzo in cui viene realizzata centomila persone, ma nemmeno quarantamila. Altrimenti a piazza San Giovanni a Roma, quando si tiene il concertone del primo maggio si riuniscono in media cinque milioni di persone. Ma il dato numerico è in questo caso è il meno importante (comunque gli organizzatori dovrebbero citare la cifra fornita dalle forze dell’ordine e da questura e prefettura).
Concerto ok
Il concertone 2011 ispirato alla musica e danza di guarigione salentina della taranta è stato un successone. Gli ospiti che si sono succeduti sul palco, dagli Aracne Mediterraneo, agli artisti giapponesi del tamburo ai pugliesi Sud Sound System, agli eredi di Uccio Aloisi, hanno fatto da degna cornice, inserendosi con i loro contributi, nelle incredibili contaminazioni studiate da Ludovico Einaudi, che ha diretto questa edizione della Notte della Taranta.
I ragazzi presenti, soprattutto pugliesi e leccesi, poche le persone che vengono da fuori – e questo è un aspetto da promuovere – conoscevano ritmi e sound e si sono lanciati in una lunga sbornia musicale durata oltre otto ore, fino a Mattina. Una sbornia che è stata anche di vino, birra e superalcolici – meglio il vino – che gli ha dato le energie per andare avanti per un concertone che è sicuramente la manifestazione musicale più lunga oggi esistente in Europa. Saltata l’esibizione del gruppo irlandese invitato, il concertone non ne ha risentito ed Einaudi è stato eccezionale al suo Steinway.
Se una pecca si può trovare al concerto 2011 è che manca una conduttore che accompagna le varie esibizioni illustrando gruppi e musiche e il senso della Taranta, che affonda le sue radici nella potenza della musica sacra e di guarigione. non c’è il conduttore e nemmeno un video in cui a mo di loop potrebbe andare una didascalia video che racconta le origini secolari di questa musica, danza, suono, colore che caratterizza la Pizzica. Anche qualche brochure che illustra l’origine sacra e i suoi significati della taranta andrebbe bene. Carino sarebbe anche vedere delle danzatrici professionali che fanno vedere i passi tipo della taranta. I ragazzi che ballavano al concertone andavano per lo più a ruota libera. Apprezzerebbero sicuramente almeno di conoscere i passi della danza originaria o vederli.
Organizzazione out, soprattutto per la stampa
Il commento sull’organizzazione è più semplice, molte cose funzionano, ma i passi da fare per diventare un appuntamento internazionale con due o trecentomila persone sono ancora lunghi. La notte della taranta può diventare un festival dal significato simbolico come Woodstock con la base nella musicapopolare sacra e tradizionale se saprà migliorarsi.
Di sicuro non funziona l’ufficio stampa, di cui abbiamo sentito solo commenti negativi tra i colleghi. Dalla tv nazionale che non è stata accreditata a quelli locali che non sono stati accolti. Cartelline e materiale informativo non si trovava e sul sito mancavano le informazioni essenziali per i giornalisti, che non sapevano che potevano accedere al backstage. L’Ufficio stampa voleva essere chiamato e non rispondeva alle mail. E no possono essere considerati un successo pezzi di cronaca sui Tg nazionali Rai sospinti dalla politica regionale pugliese che della Notte ha fatto un vento – e giustamente – di marketing territoriale. ma per farlo diventare un evento mondiale con centinaia di migliaia ai partecipanti certamente deve essere recuperato il senso della Taranta – sacro e di grande potenza taumaturgica – e trovato sempre a melpignano uno spazio ancora più grande o ingrandita la piana dei cappuccini.
Bello sarebbe avere la chiesa aperta durante il concerto e avere un centro di studio e formazione alla danza e alla musica tarantata. Un apprezzamento meritano i servizi ferroviari che collegano Melpignao a Lecce e ad altre località. Annunciati, c’erano e funzionavano bene. Noi siamo andati via intorno alle quattro e tutto è andato bene. Forse serviva qualche medico e infermiere in più anche in funzione preventiva.
