Caserta, sgominato nuovo clan: estorceva denaro a imprenditori casertani. Tredici in manette

CASERTA – Una progressiva ascesa. Prima ruoli secondari, meramente esecutivi. Poi, sempre piu’ centrali, di comando. E’ cosi’ che e’ stata segnata l’ascesa dei gregari del
clan Farina-Martillo-Micillo, attivo nel Casertano, inizialmente alleato del gruppo dei Belforte, e negli ultimi due anni disarticolato da arresti di capi e gregari.

Tredici i componenti dell’organizzazione camorristica casertana destinatari dei provvedimenti restrittivi emessi a conclusione di indagini della Squadra Mobile casertana, diretta dal vice questore Angelo Morabito e coordinate dal pool della Dda. Dalle indagini della polizia e’ emerso, infatti, che dopo gli arresti di numerosi esponenti di spicco dell’organizzazione, tra cui i reggenti della cosca Antonio Farina, Nicola Martino e
Vincenzo Micillo ’si sia determinata – spiegano gli inquirenti – la progressiva ascesa dei gregari della cosca, relegati in passato a ruoli secondari e meramente esecutivi ed avevano assunto un ruolo di rilievo i fratelli Vincenzo e Michele Ferraro, Innocenzo Landolfi e Franco Cortese, quest’ultimo nipote di Antonio Bruno, attualmente in carcere e ritenuto esponente di primo piano del clan Belforte e referente nel
comprensorio di San Nicola la strada e San Marco Evangelista’.

Sarebbero stati i tre insieme con gli altri destinatari dei provvedimenti restrittivi eseguiti oggi a continuare ad imporre tangenti e a spacciare droga, soprattutto cocaina ed hashish, tra Caserta, Maddaloni, San Nicola la Strada e comuni limitrofi, in nome del gruppo di Marcianise ritenuto capeggiato dai fratelli Domenico e Salvatore Belforte, ormai da tempo in carcere. Nel corso delle indagini, in distinte operazioni, i poliziotti casertani hanno sequestrato circa mezzo chilo tra cocaina e hashish, sei pistole di grosso calibro, arrestato otto persone e fatto piena luce su alcuni episodi di intimidazioni ad
imprenditori edili per costringerli a pagare tangenti.

Tra i personaggi piu’ noti e pericolosi, secondo la Polizia, figurano Franco Cortese, esponente di rilievo pericoloso esponente del clan Belforte di Marcianise, che di recente insieme con lo lo zio Antonio Bruno, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso nell’omicidio di Angelo Merola, pregiudicato e piccolo spacciatore, ucciso nel luglio 2007 a San Nicola la Strada (Caserta).

Nel corso delle indagini, sono state sequestrate armi e sostanze stupefacenti, cocaina ed hashish, destinate alle piazze di Caserta e Maddaloni. L’operazione è scattata all’alba d’intesa con la Procura antimafia di Napoli e con l’aiuto di equipaggi dei reparti prevenzione crimine e di contingenti dell’esercito. I provvedimenti nascono da un’attività di indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nei confronti di un gruppo emergente della camorra casertana sorto in seguito alla disarticolazione del clan Farina-Martino-Micillo, attivo nel comprensorio di Maddaloni e alleato dei Belforte.

Tra gli arrestati vi è anche una coppia di coniugi. Alcuni degli indagati si allenavano ad usare le pistole in una sorta di poligono all’aperto: ‘tiravano’ contro i tabelloni pubblicitari o contro sagome allestite per l’occasione situate lungo la variante di Maddaloni, una delle strade più trafficate del casertano. Anche una donna si allenava a sparare con le calibro 9X21 di cui generalmente i killer della camorra sono dotati. Tra gli arrestati vi è anche un presunto affiliato che per errore, infilando la pistola nella cintola fece partire un colpo di pistola ferendosi ai testicoli.