Eldo, battuta la Solsonica Rieti. Salvezza quasi matematica per la Juve

Diaz spezza i sogni di rimonta della Solsonica. Perde anche la Gmac.

CASERTA – Ancora una volta, in soli 40 minuti la Eldo riesce a sintetizzare la storia del suo campionato, fatto di sprazzi di gran classe, di energie mentali davvero invidiabili, ma anche di paurosi cali di rendimento. Tutto il bianco ed il nero mescolati insieme, in una partita che valeva una stagione intera, e che per fortuna abbiamo portato a casa, con pieno merito, ma anche con le solite evitabili sofferenze di turno.

Cominciamo dalla fine, con una mini invasione pacifica di campo da parte di qualche tifoso, con tutti i giocatori a ringraziare il pubblico, e con l’Inferno che resta a cantare e gioire sugli spalti anche quando le luci sul parquet si spengono.

Non c’è la certezza matematica della salvezza, ma a questo punto nemmeno uno sceneggiatore di film di fantascienza riuscirebbe a raccontare di una Eldo non al sicuro; la Gmac infatti ha perso anche a Cantù, e 4 punti di vantaggio sulla coppia Fortitudo – Rieti vogliono dire che anche in caso di doppia sconfitta bianconera, nessuna delle due rivali dovrà perdere le prossime due partite, ed in più, in caso di classifica avulsa per un non certo auspicabile arrivo a tre, la Eldo può vantare un saldo canestri attivo che le consente di festeggiare la permanenza matematica in Lega A anche perdendo a Bologna con un massimo di 24 punti di scarto.

Fanno bene quindi i tifosi a festeggiare, perché questa vittoria sancisce praticamente la fine delle sofferenze bianconere nel primo anno dal ritorno nella massima serie.

La partita è stata dura come era facile prevedere, con Rieti brava sin dall’inizio a tenere sotto controllo il ritmo, ed a mettere il muso avanti fino al 10-12 che costituisce l’ultimo vantaggio esterna di tutto il match. Ma dopo i primi tre tentativi a vuoto, con l’ingresso di Larranaga la Eldo sorpassa e scappa trovando proprio con l’irlandese le prime bombe del match.

Non è una Juve scoppiettante, anche perché i continui cambi di difesa di coach Lardo, che passa dalla uomo alla zona, con accenni di box and one, complicano la vita ai ragazzi di coach Frates, che vanno a sprazzi, allungando fino al +14 per poi concludere il primo tempo sul 35-24, anche perché Rieti tira con percentuali davvero basse, complice una buona difesa su Green e Campbell.

Il terzo quarto regala il meglio dell’incontro, con Rieti che rimonta subito fino al 40-36, per poi subire un contro break casertano di 7-0, in un periodo in cui gli attacchi crescono di tono, con Campbell e Hubalek da un lato, ed un ritrovato Foster dall’altro, che mette tre bombe fondamentali per tenere a distanza Rieti.

La Eldo conserva gli undici punti di vantaggio alla fine del terzo quarto (58-47) ma rientra in campo dopo l’ultimo riposo con e idee confuse, anche perché il quintetto messo in campo da Frates è davvero anomalo, con Foster e soprattutto Diaz contemporaneamente in panchina.

Il risultato è che per cinque lunghissimi minuti la Eldo non vede più il canestro, e la bomba di Green che sancisce la parità (58-58) gela il Palamaggiò e convince il coach milanese che forse Diaz è meglio tenerlo in campo che in panchina. L’ingresso del portoricano cambia l’inerzia della partita in un batter d’occhio, ed è lui, con 9 punti negli ultimi 4 minuti, a permettere il micidiale break di 15-3 con cui la Eldo mette in cassaforte i due punti e soprattutto la permanenza in serie A.

Insomma, una partita dai due volti, fatta di sprazzi, di momenti di bel gioco ed altri di totale confusione, con i lunghi che si sono fatti vedere più in attacco che in difesa (ottimo Hubalek con 18 punti, ma bene anche Michelori con 13), mentre Diaz, sornione per tre quarti di gara, ha sfoderato tutto il suo talento quando serviva, chiudendo con 20 punti ed un clamoroso 5/7 da tre.

Proprio il tiro da tre è stata l’arma in più dei bianconeri, che hanno chiuso con 14/28 dall’arco, riuscendo a trovare l’equilibrio tra scarichi sotto canestro e tentativi dall’arco, grazie anche alla solita prestazione tutta sostanza di Fabio Di Bella. Alti e bassi invece per Slay e Foster, col primo che si è fatto notare soprattutto per gli ottimi scarichi ai compagni (6 assist), ed il secondo che si è svegliato nella ripresa con le bombe che hanno rintuzzato la prima rimonta dei laziali (4/7 alla fine per lui).

Ma a questo punto per la Eldo è tempo di gestire questo vantaggio ormai decisivo in chiave salvezza, e chiudere nel migliore dei modi una stagione che a questo punto si può dire più che positiva, nonostante qualche rimpianto, qualche errore di impostazione e di inesperienza ai massimi livelli, ed i tanti momenti drammatici che hanno contraddistinto questo primo anno di ritorno al vertice.

Di tutto questo, però, parleremo prossimamente; adesso ci sono ancora due partite da giocare, e finchè i numeri non fugheranno l’ultimo remotissimo dubbio sulla salvezza della Eldo, è bene che si continui a giocare e ad onorare società e maglia, perché il derby dell’ultima giornata sia una grande festa di sport che possa congedare i tifosi finalmente senza grossi patemi d’animo.