CASAGIOVE ( Caserta) – Partirà ufficialmente giovedì 16 alle 21 al Cinema Vittoria di Casagiove la stagione 2008-09 dell’omonimo Cineclub. La serata inaugurale, ad ingresso gratuito, vedrà la proiezione del film “Il seme della discordia” di Pappi Corsicato. Un film prodotto dal casertano Claudio Vecchio.
La pellicola, che vede tra i suoi intrpreti Isabella Ferrari, Martina Stella e Alessandro Gasmann, ha riscosso ampi consensi di critica e pubblico alla recente Mostra del Cinema di Venezia, dove era uno dei quattro film italiani in concorso. Ospite della serata sarà proprio il regista napoletano che si è detto contento di poter tornare nella sala casagiovese che lo aveva già ospitato nel 1993 quando aveva presentato il suo film di esordio “Libera”.
Il seme della discordia è un film ispirato alla novella La marchesa Von O. La mano e lo stile dell’Almodovar di Napoli non paiono aver risentito degli anni passati lontano dal set: Il seme della discordia è infatti decisamente un film corsicatiano, sia dal punto di vista formale che da quello stilistico.
LA STORIA
Veronica (Caterina Murino), sensuale proprietaria di boutique che scopre di essere rimasta incinta e, quasi contemporaneamente, che il marito Mario è sterile. Ne segue una crisi matrimoniale ma anche personale per Veronica, che non ha mai tradito il marito
Pigiando a fondo sul pedale del citazionismo pop, Corsicato riafferma il suo cinema acido e coloratissimo, leggero nella fruibilità ma in grado di graffiare con le sue trame e le sue situazioni decisamente non ortodosse. Dal punto di vista tematico e drammaturgico Il seme della discordia è probabilmente è meno anticonformista di altri lavori del regista, ma non mancano comunque alcune sferzate piuttosto efficaci alle strutture borghesi e sociali, e riflessioni interessanti sulla femminilità e sull’essere donna (e uomo) oggi.
Inizialmente il film sembra voler richiamare alla memoria la classica commedia all’italiana di una volta, poi, però, è forte il richiamo ai film di genere di fine anni Sessanta e inizio Settanta. Due citazioni inaspettate su tutte: un balletto ripreso da quello della Bouchet di Milano Calibro 9 di Di Leo e un altro (più alcune situazioni scenografiche) che rimanda al misconosciuto La decima vittima di Petri.
Quello di Corsicato è un film piccolo e leggero in grado di far sorridere (a volte ridere) e di insinuare a tratti, con le sue acidità mascherate, qualche elemento di destabilizzazione nello spettatore.
D’obbligo la menzione d’onore al ruolo e all’interpretazione (auto)ironici di Martina Stella: surreale commessa nel negozio della Murino, di nome Nike come le scarpe, si atteggia da modella, per hobby è ballerina e sembra plastificata come un manichino. O come una velina.
