GRICIGNANO (Caserta) – Venivano utilizzati anche per spese voluttuarie come vacanze e viaggi gli utili che i membri della banda otteneva dalla suddivisione dei proventi di una parte della merce trafugata oltre che del denaro ricevuto dai ricettatori.
Nell’ambito dell’operazione ’Petalo Blu’ – che la scorsa notte ha portato all’arresto di 12 persone – il gip del Tribunale di Napoli ha disposto, su richiesta della Procura, il
sequestro preventivo di due supermercati di proprieta’ di due commercianti arrestati: il supermercato ’Emiddio’ di Succivo (Caserta) e ’Sapori Mediterranei’ di Frattamaggiore (Napoli).
Per gli investigatori il danno subito dal centro logistico della ’Sisa’, limitatamente al periodo delle indagini, sviluppatesi tra il gennaio e il settembre 2009, e’ stato
quantificato in oltre un milione di euro. La Squadra Mobile di Caserta ha ricostruito minuziosamente il ’modus operandi’ dell’organizzazione criminale, nella quale e’ stato possibile individuare due gruppi, uno interno e l’altro esterno al deposito. Arciprete, Cannolicchio, Improda, Di Costanzo e Iavarone, dipendenti delle ditte ’Magsistem’ e
’Teamcoop’ come operatori addetti alla logistica e alla movimentazione della merce e al carico-scarico all’interno del deposito Sisa, individuavano la merce da sottrarre, facendola caricare, insieme alle partite che dovevano essere regolarmente consegnata, sui camion degli autotrasportatori complici.
Pelella, dipendente della MagSistem, addetto alla movimentazione della merce, aveva il compito di eseguire le manipolazioni informatiche dei dati contabili relativi alla
gestione dei prodotti, in modo tale da aumentare le partite di merce in uscita. Piccolo e Andreatta, autotrasportatori che operavano per conto della Sisa nella consegna delle merci agli affiliati, si occupavano del trasporto fuori dal deposito della merce sottratta e della sua collocazione sul mercato.
I commercianti Grazioli, Damiano e Giordano erano i referenti abituali del gruppo criminale. Secondo la Procura Piccolo, Arciprete e Cannolicchio erano i capi, promotori e organizzatori dell’associazione. Erano loro a decidere il tipo di prodotti e i quantitativi da sottrarre, le modalita’ attraverso le quali farli uscire dal deposito, le quote spettanti ai componenti del sodalizio dei proventi ricavati dalla vendita della refurtiva.
