CASERTA – La storia del consuntivo di bilancio al Comune di Caserta è educativa. Qualche giorno fa per un voto pari in consiglio sul consuntivo: un voto che è un mero atto di controllo contabile del consiglio sul bilancio e nemmeno la bocciatura, la minoranza ha gridato allo scioglimento.
Eppure l’ipotesi scioglimento era un gran boutade, perché non c’era stata nemmeno la bocciatura e tutti sapevano che l’Amministrazione Petteruti aveva tempo fino al 9 novembre. Ora, come dire, nell’animo di molti casertani ormai è chiaro che la caduta dell’Amministrazione sarebbe un fatto positivo, e anche per me considerato che sono di destra, ma non era quello il caso di gridare al lupo.
Anche perché a gridare troppo al lupo poi si ersta sbranati. Speriamo che almeno questo episodio abbia fatto chiarezza sul fatto che ci sono solo 21 consiglieri che sostengono Petteruti e che la politica di Iodice nel Pd è deleteria, tanto che è dovuto correre il segretario regionale del pd Amendola da Napoli per convincere la Bonavolontà a votare per il sindaco.
Certo, Iodice e Petteruti sono le ultime eredità rimaste in piedi di de Franciscis, che con le sue pretese politiche inesistenti ha contribuito ad affossare la provincia, e proprio per questo non martirizziamoli troppo. Non è colpa loro se sbagliano sempre.
E comunque, soprattutto la minoranza, non faccia battaglie contro i mulini a vento ma inchiodi Petteruti sulle deficienze, e sono tantissime, della città . E lo stesso facciano i giornali locali, non seguendo ipotesi fantasiose.
Per Iodice, ci penserà da solo.
