CASERTA – Questa sera alle 18 si riuniscono al circolo nazionale di piazza Dante a Caserta le associazioni e i comitati civici contro le cave per dicutere e predisporre iniziative in merito agli ampliamenti della Cementir (gruppo Caltagirone, proprietario anche de Il Mattino).
Si ritiene che le decisioni relative alla cava e cementificio della Cementir non possono avvenire a porte chiuse ma necessitano del coinvolgimento della cittadinanza. Anche perché la tanto sventolata revoca da parte della Provincia dell’autorizzazione alla Cementir non pare sia avvenuta.
E visto che tale compito è disatteso dai nostri amministratori, saranno proprio le associazioni e i comitati attraverso un manifesto e volantinaggi a rendere consapevoli i cittadini del rischio che tutti corriamo.
Ecco al lettera inviata dai Comitati alla Provincia, principale responsabile di quello che accadrà .
“Illustre Presidente della Provincia,
come Lei ben saprà , l’ente Provincia sotto la sua direzione ha autorizzato alla ditta Cementir srl, attraverso il documento in oggetto, il recupero di rifiuti con codice CER 191210. La dicitura “di recupero†va indubbiamente intesa come incenerimento nell’impianti di cementificio di Caserta e Maddaloni di CDR e CDR-Q (combustibile da rifiuto), che tra l’altro la Campania non è mai stata in grado di produrre. Infatti è classificato ai sensi della direttiva comunitaria 75/442 rifiuto e non combustibile.
La Cementir, i tecnici e gli Enti che hanno e stanno autorizzando, hanno creato un equivoco ad hoc facendo intendere che bruciare il CDR (rifiuti) e il CDR-Q (rifiuti miscelati) significa contribuire alla risoluzione dell’emergenza rifiuti come se i rifiuti selezionati possano confondersi con il tal quale o le pregresse balle di rifiuti pericolosi. La Legge nazionale 123/08 autorizza nei cementifici e nella centrali termoelettriche esclusivamente lo smaltimento di CDR-Q da non confondersi con i rifiuti indifferenziati e stoccati.
Dopo che l’atto, attraverso il quale la Provincia autorizza anche lo smaltimento di rifiuti nel cementificio, è stato reso noto alla città , le uniche rassicurazioni in merito a un eventuale revoca ci sono pervenute dall’assessore all’ambiente Lucia Esposito che indubbiamente non era a conoscenza dell’autorizzazione rilasciata alla ditta Cementir.
Allo stato attuale sembra che l’Ente Provincia abbia provveduto alla sospensione dell’autorizzazione che non è da confondersi con la revoca. Revocare una autorizzazione che si ritiene di aver ricevuto e rilasciato ai sensi di legge, significa formulare valide motivazioni per non rischiare che un eventuale impugnativa della ditta interessata possa nullificare la revoca dell’atto.
Noi ci auguriamo che i tecnici provinciali ben motivati dalla Sua persona possano predisporre un provvedimento di revoca ineccepibile. Ma soprattutto ci auguriamo che la Provincia possa agire in maniera trasparente e non celando decisioni che si rivelano di vitale importanza.
Egregio presidente pur consapevoli che l’autorizzazione provinciale implica il rilascio di altre autorizzazioni e l’adeguamento dell’impianto affinchè possa trasformarsi in inceneritore, rimane comunque un atto grave quello di consentire che in un impianto inadeguato sito nel centro cittadino possano incenerirsi rifiuti.
Se ciò dovesse accadere il cementificio della ditta Cementir sarebbe il primo inceneritore di rifiuti autorizzato in Campania. Sfugge da qualsiasi nostra comprensione l’atteggiamento della Provincia che si contrappone a se stessa contraddicendo dichiarazioni pubbliche rivolte contro le decisioni dell’assessorato all’ambiente regionale che palesemente indicava i due cementifici casertani come inceneritori di rifiuti.
La Cementir srl dichiara di avere una capacità di incenerimento di rifiuti pari a 35.000 tonnellate annue e in questo senso lascia intendere di aver chiesto un’integrazione alla precedente autorizzazione. Il coincenerimento di rifiuti in riferimento ai quantitativi esposti è pari alle previsioni dell’assessorato regionale suddiviso però nei tre cementifici della Campania. Lungi da qualsiasi allarmismo possiamo quasi con certezza affermare che il cementificio Cementir andrebbe a bruciare le pregresse balle di rifiuti indifferenziati e stoccate.
La Cementir (Gruppo Caltagirone, proprietario anche de il quotidiano il Mattino, Ndr) ritiene infatti di contribuire a risolvere lo stato di emergenza producendo energia alternativa (che prevede i finanziamenti cip6 ), a tale affermazione e visto che la Campania è in emergenza proprio perché i sette impianti di selezione CDR erano solo trituratori di rifiuti mischiati, si potrebbe pensare che la Campania abbia balle di CDR o CDR-Q piuttosto che rifiuti velenosi da smaltire.
Ed è impensabile che si possa consentire all’esercente di Cava e Cementificio di importare CDR e CDR-Q per incenerirlo in Maddaloni e Caserta, in questo senso si andrebbe a danno della popolazione a consentire un intervento puramente di interesse economico dell’imprenditore. Ci saremmo aspettati dalla Provincia ma soprattutto da Lei la cui spiccata vocazione di medico è ormai nota, un attenzione verso queste industrie insalubri di prima classe incompatibili con il futuro policlinico.
Ci saremmo aspettati un azione di monitoraggio e di controllo relativo a questi impianti che ormai obsoleti e privi di accurata manutenzione e adeguamenti richiesti, non possono garantire l’abbattimento dell’inquinamento. Ma purtroppo dobbiamo renderci conto ancora una volta che la difesa di Caserta e comprensorio segnato dal danno di della discarica di Lo Uttaro, appartiene ai cittadini.
Le chiediamo pertanto nel rispetto del nostro impegno votato al bene pubblico di darci riscontro e di informarci soprattutto in merito all’eventuale revoca all’autorizzazione rilasciata alla Cementir. Le chiediamo inoltre di sapere se la Provincia ha rilasciato altre autorizzazioni relativo allo smaltimento di CDR e CDR-Q nei cementifici Cementir srl e Moccia spa.
Fiduciosi di un immediato riscontro, cordiali saluti”.
Caserta 18 febbraio 2009
Comitato Parco Cerasola-Centurano
Giovanna Maietta
Comitato Vivibilità di Maddaloni
Antonio Cuomo
Comitato per la salute pubblica di Maddaloni
Michele Venturino
Comitato di San Clemente
Giovanni Murgia
