Contenuto Principale
Il Punto politico: i travagli del Pd a Caserta PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Luglio 2008 21:03

CASERTA - In Terra di Lavoro il Partito Democratico sembra non trovare requie. Sarà che è nato male e prima di lui anche le maggiori amministrazioni. Eppure tutti avevano riposto grandi speranze negli uomini della nuova era di centrosinistra.

Ora ci troviamo a un punto di svolta epocale, che potrebbe in un sol momento far rinascere il Pd oppure condannarlo definitivamente all'oblio - almeno nel Casertano - nei confronti del Pdl, sempre più in forma con la leadership riconosciuta di Nicola Cosentino.

Chi sarà il nuovo segretario del Pd. Ci sarà una sana competizione e sarà scelto il nome migliore come spesso accadeva con la Democrazia Cristiana o ci si arroccherà ancora una volta sui nomi di sempre. A noi qui non interessa indicare chi vincerà. Quanto piuttosto evidenziare che lo scontro è aperto e non ci si accapiglia per la scelta migliore.

A cominciare da Aversa, un segretario legittimamnte eletto, fuori dai giochi di corrente come Mariano D'Amore, è stato bocciato da un ras forte e autorevole come Achille Natalizio: si dice che Natalizio faccia il gioco di De Franciscis. Ma chi lo sa?

L'assessore provinciale all'industria Capobianco ha presentato un documento in cui pare faccia avanti il nome di Nicola Ucciero, giovane dirigente di partito, ex diessino, con un ruolo nazionale nel partito ante scioglimento. Ma da solo Ucciero sarebbe un classico paravento.

Il consigliere regionale Stellato ha messo insieme un po' di nomi autorevoli e si presenta a candidarsi alla segreteria con un forte sostegno e se lui non andasse bene il blocco che sta costruendo potrebbe essere il viatico per la Suppa, considerato che mette insieme anche persone un tempo vicine a de Franciscis.

Che fa de Franciscis? Il presidente della Provincia che è sempre l'asso di denari, ovvero l'uomo forte, in cuor suo ha sempre i suoi nomi. Ma dovrà scendere a patti: ha un accordo con Iodice e con gli ex diesse, ma nessuno ci crede molto.

Cosa accadrà. Il nostro invito è che siano scelte persone e vinca la cordata democraticamente più forte, ma comunque la più lontana dal presidente della Provincia. Perché? Per dare spazio al partito e linfa alle amministrazioni, per il bene di Caserta. La Dc, ad esempio, vinceva perché era integrante e integrava: noi speriamo che centrosinistra e centrodestra possano essere come quella squadra che ha creato l'Italia e l'ha fatta vivere bene per molti anni, confrontandosi anche con il Pci.

Ma sul centrosinistra di oggi a Caserta siamo pessimisti.