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Caserta, a Santa Maria Capua Vetere rinviate le primarie del Pd. Caos in tutta la provincia per il congresso del Partito Democratico PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Giugno 2008 17:26

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) - Assemblea cittadina infuocata questa mattina nella sala consiliare del Comune di Santa Maria. Si apre in malo modo il congresso cittadino e la premessa fiume di quasi due ore non porta da nessuna parte, se non alla sospensione dei lavori. E' l'epilogo della situazione del Partito Democratico in provincia di Caserta, coordinato da Sandro De Franciscis, dove tutto è frutto di scontri e ammorbidimenti e contrattazioni che nulla hannod ello spirito dle Pd voluto da Veltronie dal suovice Franceschini, ma tutto ricorda inevce vecchi riti della partitocrazia più odiata dalla gente.

 

E dire che la situazione della provincia di Caserta è tutta più o meno così con vecchi potentati che si spartiscono il potere.

 

A Santa Maria Capua Vetere presidente dell'assemblea era il consigliere regionale Peppe Stellato, vicepresidente Giancarlo Giudicianni, segretario d’assemblea Felice del Monaco.

 

Lo scontro tra le parti è stato quasi fisico, con il gruppo Di Muro (il cui leader ha avuto per anni il padre padrone della cittadina sammaritana e che è stato anche inquisito) deciso a procedere alle votazioni delle primarie.

 

Quando la discussione ha assunto toni insostenibili, con l’intervento acceso anche del pubblico, la presidenza ha ritenuto bene leggere il documento ufficiale, sospendere i lavori assembleari e rinviare il tutto a Caserta affinchè venga presa una posizione e una decisione chiara sulla situazione sammaritana.

 

“Il dato politico - ha commentato Stellato - è che c’era un’assemblea non formata, e nonostante la formale comunicazione degli elenchi incompleti, si voleva a tutti costi passare alle votazioni. Si è, inoltre indebitamente gridato al colpo di mano senza voler guardare ai dati oggettivi.

 

"Personalmente, credo di aver agito nella maniera più corretta possibile, nel rispetto delle regole formali; se si fanno nuove adesioni e la platea è più ampia è opportuno, ovviamente auspicare ad un’unità.

 

"Se avessimo avuto una lista unitaria, 300 o 400 voti in più non avrebbero certo spostato l’asse, in condizioni del genere invece, 100 voti in più o in meno fanno la differenza. Sono emerse inoltre una serie di contrapposizioni che vedono una parte del Pd contro la persona del sindaco Giudicianni, a questo punto è palese che non si tratta più di una questione politica ma di beghe personali, e queste diciamolo, sono un’altra cosa che non può essere trattata in sede assembleare".

 

Il problema è che tutte le primarie casertane sono viziate da difetti insanabili e basterebbe un ricorso per farle saltare interamente.