GENOVA – Che scoppola. Non inganni la rimonta finale. Per ottanta minuti in campo si è vista una sola squadra in campo. Il colore della sua maglia era rossoblu. L’altra, il Napoli, clamorosamente ferma, immobile, ancora una volta palesemente in difficoltà ogni qual volta i suoi tenori vengono messi giustamente a riposo.
Solita storia. Non ce ne voglia il presidente, ma una squadra per divenire veramente grande ha biosgno di rincalzi veramente dello stesso livello dei titolari. così non è, purtroppo.A Marassi erano in panchina Inler, Cavani e Maggio. Si è visto.
Il Genoa, quindi, batte il Napoli “vendicando” il 6-1 del San Paolo. A Marassi finisce 3-2. Per 80 minuti il Genoa ha fatto quello che voleva. Ha spadroneggiato con la tecnica di Palacio, autore di una doppietta, e festeggiato la prima volta in rossoblù come goleador di Gilardino. Poi negli ultimi 10′ è successo di tutto. Hanno segnato Cavani prima e Lavezzi poi, e nel recupero Frey ha neutralizzato il tiro del possibile 3-3 di Dzemaili. Ma non sarebbe il risultato più giusto. La sconfitta tiene ancor più lontano gli azzurri dall’Europa. La rimonta stenta ad arrivare. Mercoledì si ritorna in campo. Arriva il Cesena, poi il Milan e all’orizzonte si avvicina la grande sfida Champions. Non c’è tempo da perdere. Napoli rialzati.
Il primo tempo è intenso, a tratti cattivo. Dopo 3′ gli ammoniti sono già due: è tutto dire. La prima occasione ce l’ha il Napoli, ma sarà l’unica dei primi 45′. Pandev, centravanti al posto di Cavani, devia a lato un cross di Zuniga. Poi è solo Genoa. I rossoblù sfiorano il vantaggio con Gilardino, che spreca due volte sottomisura. Le marcature sono aperte da una rete favolosa di Palacio, un destro violento dalla grande distanza dopo un rimbalzo. Il gol della domenica. Poi raddoppia proprio Gilardino, che si rifa degli sprechi precedenti e va a bersaglio di testa, sfruttando un cross calibrato di Sculli da sinistra. Il Napoli accusa il colpo, sbanda. La gara si incattivisce ulteriormente: fallo plateale di Lavezzi, ammonito, su Mesto, che si vendica, beccandosi pure lui il giallo, mettendo fuori combattimento Cannavaro, sostituito forzatamente da Maggio, che trasforma la difesa del Napoli in un reparto a quattro.
Si va negli spogliatoi. Al rientro il Napoli prova a fare la partita, ma di pericoli se ne vedono ben pochi. Il Genoa controlla ed anzi sfiora a più riprese la terza marcatura. cosa che avviene ancora con Palacio che con un destro incrociato sul bel pallone recapitatogli da Gilardino trova la terza rete.
Titoli di coda al match? Non ancora. Il Napoli finalmente si scuote. Di nuovo in ritardo,però, come a Siena. Segna prima con Cavani, entrato in campo al 12′ della ripresa, e poi con Lavezzi. Pocho dopo una partita assolutamente evanescente si scatena nei minuti di recupero. Quando il Napoli ha pure la clamorosa occasione per il pareggio: il destro da fuori area di Dzemaili è, però, respinto da Frey. Vince il Genoa con merito. Non bastano al Napoli 15 minuti da grande squadra. Per esserlo davvero, occorre dimostrarlo per 90 minuti.
