| Caserta, le trappole della felicità |
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| Scritto da Anna Maria Esposito |
| Giovedì 29 Marzo 2012 09:49 |
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CASERTA - La felicità non è soltanto questione di sentirsi bene. Se così fosse anche coloro che fanno uso di sostanze, bevono, fumano, giocano d’azzardo o smettono di mangiare sarebbero felici. Apparentemente tutto questo serve alle persone a sentirsi bene, si comportano così nel tentativo di generare un’emozione chiamata felicità. Con il risultato che questi comportamenti generano esattamente la reazione opposta perchè le persone più cercano di essere felici più si sentono inevitabilmente inadeguate, diverse e fuori luogo. E se invece di cercare la felicità smettessimo di inseguirla... ? Se fossero proprio i nostri disperativi tentativi a non permetterci di raggiungere la tanto desiderata felicità? Se provassimo a ridurre la lotta per essere felici, cosa succederebbe?
Innanzitutto facciamo spazio ai nostri pensieri e alle nostre emozioni, smettiamo di evitarli nel tentativo vano di mantenere il controllo, l’evitamento non è altro che una strategia di controllo, ci serve a non farci relazionare con i pensieri che temiamo o con le emozioni spiacevoli, ma più evitiamo le cose più rinunciamo a comprenderle; impariamo invece ad accettare che la mente ci racconta in continuazione delle storie, nella maggior parte dei casi brutte storie, del tipo “non sei abbastanza bella/o”, “nessuno ti vuole bene”, “ gli altri non ti apprezzano”, “ “hai sbagliato”, “tutti si approfittano della tua disponibilità”, il problema non è la nostra mente che ci racconta delle storie quanto il fatto che crediamo passivamente che le storie raccontate dalla mente siano vere, quindi dedichiamo ad esse un’infinità di tempo per fonderci con la loro realtà. Quindi fai spazio alle storie come faresti con un passeggero che vorrebbe sedersi al tuo fianco su un autobus, accetta che puoi fargli spazio senza lasciarti invadere dalla sua presenza, anche se non ti è simpatico o lo trovi sgradevole accetta solo che puoi concedergli la possibilità di stare lì con te, per un po’ di tempo, senza lasciarti travolgere dalla sua presenza. Se il mio valore è la gentilezza posso portarla tutti i giorni con me al lavoro anche quando incontrerò qualcuno antipatico, scortese e poco fine, il mio valore mi indicherà che sono sulla strada giusta, mentre se mi lascio prendere dalla storia che la mia trappola della felicità mi racconta : “gli altri non devono permettersi di essere scortesi con me”, “dopo tutto quello che ho fatto per loro non possono comportarsi così”, “ devono capire che sono una brava persona”, la mia barca continuerà ad essere in balìa delle onde … e resterò intrappolata nella mia pretesa…
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Marzo 2012 14:25 |



