| Portici, un'occasione per parlare di Sclerosi Multipla e alternative possibili |
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| Scritto da Gg |
| Martedì 20 Marzo 2012 09:46 |
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PORTICI (NAPOLI) - Sclerosi multipla, una nuova alternativa possibile. E' necessario discuterne con tutte le cautele del caso ma non bisogna chiudere le porte a priori a nessuna possibilità. Ne hanno parlato anche "Le Iene", la scorsa settimana: c'è una forte correlazione tra l'insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) e l'insorgenza della Sclerosi Multipla, una malattia neuro-degenerativa che in Italia colpisce 60mila persone. Lo ha scoperto un medico italiano, Paolo Zamboni. E intervenire in tempo sull'insufficienza venosa, con un semplice intervento, potrebbe avere importanti benefici sui malati di Sclerosi Multipla.
Il prossimo venerdì 23 marzo alle 18 a Portici (NA) Villa Savonarola, in corso Garibaldi, si affronterà questo prezioso argomento in un convegno organizzato dalla associazione CCSVI-Campania onlus, realtà associativa indipendente nata lo scorso anno, con il patrocinio del Comune. Obiettivo dell'incontro è informare i malati sulle nuove scoperte e l'avvio della sperimentazione, che partirà a maggio grazie ad un finanziamento della Regione Emilia Romagna: con un semplice intervento chirurgico, 700 pazienti potranno liberarsi della malformazione che provoca l'insufficienza venosa e il conseguente accumulo di ferro nel cervello; patologia che sembrerebbe avere una correlazione con la Sclerosi Multipla.
Un primo successo, ma ancora non basta: solo in Campania, infatti, ci sono ancora settemila malati che chiedono di accedere al trattamento attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, cosa ancora impossibile. Si aspetta infatti che ci sia accordo nel mondo accademico sulla reale natura della patologia, ma intanto migliaia di persone, vedendo assottigliarsi le loro speranze, sono costrette a rivolgersi a centri privati per sottoporsi all'intervento, talvolta andando perfino contro il parere del proprio neurologo.
"In questo clima avverso - ha dichiarato Celeste Covino, presidente CCSVI Campania - nel nostro piccolo cerchiamo di dare un contributo affinché si stabilisca un dialogo obiettivo e costruttivo nell'interesse dei pazienti. Abbiamo il diritto di poter sperare, se non nella guarigione, almeno in un miglioramento della qualità della nostra vita. E le scoperte del dottor Zamboni vanno in questa direzione. Credo quindi sia un dovere delle istituzioni, a cominciare dalle Regioni, porre la massima attenzione alla questione, magari seguendo l'esempio dell'Emilia Romagna per dare la possibilità ad altri malati di sottoporsi alla diagnosi e cura della CCSVI tramite studi clinici controllati, a spese del Servizio Sanitario Nazionale".
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