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La Casertana vola e vede la vetta. Mister Maiuri, squadra compatta, ma strada da fare è ancora tanta PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Luisè   
Lunedì 08 Novembre 2021 17:57
CASERTA - Dopo un inizio di stagione leggermente frenato, i falchetti hanno cominciato a volare. Un volo deciso, imperioso, una costante ascesa ai vertici della classifica. Una serie di successi che hanno portato la Casertana al secondo posto ad una sola lunghezza dal Bitonto capolista.

Ultima vittima della squadra di Maiuri, il Virtus Matino. I salentini si sono dimostrati team forrte e solido, brava la Casertana ad averne la meglio. 

"Avevamo rispetto del Matino - spiega lo stesso Maiuri - la formazione pugliese è tra le dieci squadre che abbiamo affrontato è quella che mi è piaciuta di più. Dai video che avevamo visto prima di questa sfida era emerso che hanno sempre espresso un buon gioco. Da anni lavorano con gli stessi giocatori e lo stesso allenatore, e in campo si è visto. Sono una squadra rodata. Noi non siamo stati brillantissimi sul piano atletico perché venivamo da una guerra su un campo pesante come quello di Nocera. Ho visto alcuni in grande difficoltà, altri rimasti in campo con degli infortuni perché non avevamo dei cambi lì dietro, e mi auguro che non sia nulla di particolare. Questo ci ha fatto un po’ abbassare. Abbiamo vinto perché abbiamo vinto da squadra intelligente, creato le nostre occasioni. Chiaro che dal punto di vista del gioco abbiamo fatto un passo indietro, ma non è un problema, anche perché il Matino fin qui si era dimostrata squadra capace di fare bene in trasferta”.

Come fatto già in altre circostanze il tecnico getta acqua sul fuoco dell'entusiamso. “Dobbiamo capire che è giusto cavalcare l’onda, ma bisogna stare molto attenti. In questo campionato tutti possono perdere punti. Basta poco e cambia il vento cambiando in negativo la classifica. Quindi prendiamoci quanto di buono è stato fatto, ma pensiamo a migliorare se vogliamo il 15 di maggio avere un posto al sole. Ci manca qualcosa, la cura maniacale sul particolare, non certo la perfezione”.