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Maddaloni, Giulietta Sacco Star della Musica Napoletana che conta tra i fan da Mina a Nino d’Angelo PDF Stampa E-mail
Sabato 23 Aprile 2016 19:29

 Di Michele Schioppa 

MADDALONI (Caserta) - La Città di Maddaloni ha espresso tante eccellenze nei secoli, probabilmente in ambito canoro quella che merita la maggiore stima, allo stato, per la impressionante carriera e per la fortezza che ne ha caratterizzato la figura vi è Giulia Sacco, per il mondo discografico e delle sceneggiate  Giulietta Sacco. Per rispetto della sua fama la chiameremo in questo profilo Giulietta che serve alle giovani generazioni per conoscerla ed avere anche l’opportunità di andare ad incontrare personalmente una “stella” vivente che è stata sia cantante[1] che attrice[2].

 

Di Lei hanno detto: Pippo Baudo “Vi presento l’Amalia Rodrigues della canzone partenopea”, Renzo Arbore "La Regina dei Mandolini", Claudio VIlla "La Mina del Sud" e prima di tutti Mina “Cara Giulietta riguardati la tua voce che è un dono di dio, tu non hai due corde vocali, ma due collier di diamanti[3].

Giulietta (Giulia) Sacco[4] (Maddaloni 13 novembre 1944) nasce da Vincenzo[5] (Maddaloni 1920 – 8 luglio 1982) e da Evangelista Solimene[6] (Maddaloni 28 novembre 1923 – 8 novembre 1995) .

Giulietta[7] è primogenita di otto figli, nel cui ordine sono: Giuliana (ovvero Giulietta), Saverio, Michele, Michelina, Francesco, Maria, Enzo e Ciro[8].

Il legame con la musica e la nascita della passione va dal giorno del battesimo fino a metà degli anni 50 quando nel corso di un matrimonio a 12 anni circa si esibisce pubblicamente per la prima volta[9]. Da qui sarà un simbolo e maestra per l’apprendimento del repertorio classico napoletano del ‘700 e dell’800 e di inizio ‘900[10].

Il primo 45° di Giulietta, per l’etichetta “Euterpe”, sarà finanziato dal padre Vincenzo dopo la sua prima esibizione ed avrà due brani, uno in napoletano (“Se perdono”) ed uno in italiano (“Lui però ballava il twist”). Subito dopo l'incisione partecipò ad un concorso per voci nuove presso la Piscina Scandone di Napoli con il brano “Se perdono” e piazzandosi al secondo posto.

Così Giulietta adolescente inizia le sue esibizioni (matrimoni, battesimi e feste di piazze a Maddaloni – San Michele, Santa Margherita, Madonna Assunta ed altre – e fuori città girando la Campania ed oltre ) e la partecipazione ad eventi, è giovanissima nel pieno dell’adolescenza. Naturalmente investe sulla sua voce e partecipa a concorsi per farsi notare da discografici e manager (il primo sarà ilo ragioniere Marcello Di Franco) di artisti ed organizzatori di feste di piazze. Sarà proprio in uno di queste occasioni, primi anni ’60, durante un concorso per voci nuove,  che viene notata da un produttore discografico che le propone un contratto con la “Phonotris”, ovvero la stessa etichetta con la quale inizierà ad incidere i primi 45 giri con tale marchio e dove uno dei primi suoi successi fu "Amalia Ruta" di Raffaele Mallozzi e Alberto Sciotti, con cui concorre alla rassegna canora Ondina di Sport Sud. Il sodalizio durò pochi anni perché nel 1963 la troviamo già con l’etichetta americana Vis Radio[11] con cui collaborerà fino al 1969[12], qui incise il primo album dal titolo “Melodie popolari Italiane” il 23 ottobre 1963.

Intanto negli anni ’60 a più riprese è in America e Canada e con il tempo più frequentemente sarà almeno un paio di volte all’anno oltre oceano in tournée inizialmente organizzatele da Bob Vinci e poi anche da altri manager.

Nel corso della sua esperienza artistica ha partecipato a tournée in America, Australia, Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Svizzera e Giappone con l’ausilio e la collaborazione di tanti manager tra cui Franco Baldi suocero di Claudio Villa[13].

Giulietta parteciperà dunque al “Festival di Napoli”[14] del 1969 con il brano “Abbracciame”, in abbinamento con Mario Merola, classificandosi al quarto posto. Nel 1970 vi parteciperà nuovamente in abbinamento con Mario Trevi, presentando Sulitario”[15] ed ancora nel 1971 con “’a primma nnammurata” che per minacce[16] non si tenne all’ultimo momento. Infatti, erano oramai stampati e distribuiti pure i brand come dimostra la stampa del disco per la “Hello Record” di Luciano Rondinella, con cui aveva iniziato la partecipazione al Festiva di Napoli[17].

Intanto in questi anni con l'etichetta “Hello Record” di Luciano Rondinella registra una serie di 33 giri dedicati alla canzone classica napoletana, con la grande orchestra di Tonino Esposito. Oramai Giulietta è famosa e contesa un po’ ovunque e nel 1971 passa alla Zeus.

Dopo qualche anno nel 1973, per una manciata di voti, non riesce a prendere parte al Festival di Sanremo con la canzone “Rose fiorite”, anche se nello stesso anno vince il premio “folk” con "Chi m'ha fatto sta bella scarpetta"[18], presentato in anteprima nel programma di Rai Uno del 1973 "Concerto per Napoli" e nel 1974 con il brano "Tarantella sorrentina"[19].

Nel 1974 e nel 1976 vince il concorso RAI UNCLA. L’edizione del 1974 la vince con il brano “C’è un treno verde ” che segna il suo ingresso non solo come protagonista della musica napoletana ma anche di quella italiana, tanto è vero che da questo momento la sua partecipazione ad eventi inizia ad essere boicottata perché la sua figura dà fastidio.

In questo periodo, dal 1971, è passata con la Zeus”, continuando a pubblicare album e 45 giri, alternando la riproposizione di canzoni della tradizione napoletana con nuovi brani scritti per lei da autori come Gianni Aterrano,  Eduardo Alfieri, Antonio Moxedano, Alberto Sciotti, Tony Iglio, Augusto Visco, Enzo Di Domenico.

Nel 1975 parteciperà ad “Un disco per l'estate 1975” con Profumo di ginestree, due anni dopo, al Cantagirocon Dicitincelle”[20] a cui partecipò anche all’edizione successiva con il brano “E te perdutamente” che fu presentato con la sua esibizione da Pippo Baudo a Domenica In.

Nel 1975 la Zeus decide di realizzare un Album di solo canzoni inedite dell’artista “A Giulietta queste nostre emozioni[21].

Giulietta è vittima di diversi periodi di malattia, al punto tale che nel 1984 le furono indicati tre mesi di vita cosa per fortuna scongiurata ma comunque vissuta nel tempo con sofferenza e quando le cose sembrarono andare meglio nel 1996, dopo tantissime insistenze accettò di duettare con uno dei suoi primi fan, e lo è tutt’ora, Nino d’Angelo, con cui incise l’album “Preta e mare” (etichetta Biondo) con una canzone che il già neomelodico dedicò alla sua Maestra “A’ Regina de’ Canzone”, Giulietta[22].

In questi anni si registrano continue telefonate di Paolo Limiti per averla ospite nei canali Rai ma puntualmente decide di desistere per problemi di salute. Molti critici la hanno definitiva la più grande di tutti i tempi della canzone napoletana.

L’impegno artistico continua nel tempo ed infatti nel 1995 viene chiamata dagli Almamegrettaper cantare nel loro brano Sanacore”, contenuto nell'album omonimo, come segno di unione e di continuità tra la tradizione e la nuova musica partenopea. L'album si aggiudica la Targa Tencodella categoria Dialetto.

Negli ultimi anni, a causa di alcuni problemi di salute, ha diradato l'attività; si è comunque esibita la sera di Capodanno del 2002 nello spettacolo televisivo trasmesso dalla RAI da piazza del Plebiscito di Napoli.

Nel 2012, dopo circa vent'anni, fa ritorno in sala d'incisione per registrare con Genny Avolio il duettoNun voglio fuje” con testo di Bruno Lanza e Mario Simeoli.

Volendo sintetizzare la sua produzione artistica[23] questa è stata contraddistinta da Album[24], Singoli[25] e Cd[26].

Tante le benemerenze, gli attestati, le medaglie anche d’oro, le coppe, gli encomi[27] e le premiazioni di cui è stata destinataria Giulietta Sacco[28] che per umiltà non ha mai collezionato dandoci oggi anche una certa difficoltà a ricostruirle oltre il disco di platino vinto data la sua ricchezza di fan e di dischi venduti, ad iniziare dal quel 45 giri, prodotto dal padre, che a Maddaloni e non solo, andrò subito a ruba e nel giro di poco andò esaurito. Ha avuto amori ma nessuno capace di farle mettere da parte la musica, e qualcuno dice di averla sentito pronunciare le parole “ho sposato la musica napoletana”.

In sintesi ha inciso con le case Euterpe, Phonotris, Hello Record, Zeus, Mea Sud (con questa, negli anni '90 quando lascia la Zeus, ha inciso LP "Ritrovarsi" in cui ha riproposto il suo primo pezzo: Se perdono), Biondo e Synfonica Recorsd. Va detto che tante case discografiche hanno distribuito i suoi pezzi come la Fonit Centra, Rca, Emi .


[1] Apprendiamo da Wikipedia e non solo che “è considerata la maggior esponente della tradizione della canzone napoletana negli anni sessanta e settanta”.

[2] Da metà degli anni ’70 Giulietta interpreta delle sceneggiate dei suoi componimenti e canti di battaglia come “Profumo di ginestre”, “Dicitencello”, “Perdutamente”, “Cara Signora” ed altri. Una delle prime sceneggiate la fece a metà anni ’70, nel 1974 (verso fine anno) al Teatro Alambra di Maddaloni dove si aspettava un successo di popolo e larghissima partecipazione ma il costo del biglietto fece sì che per quanta partecipazione vi fosse non si realizzò il successo sperato e questa cosa deluse non poco Giulietta che, nonostante tanti impegni, dopo aver soprasseduto nel 1973 (su richiesta di don Salvatore d'Angelo ma impossibiliata per coincidenze di impegni) l’anno 1974 si dedicò anche partecipare artisticamente alla festa patronale in onore di San Michele Arcangelo a Maddaloni. Da questi anni iniziò a disertare il palco maddalonese.  Le sceneggiate, realizzate in Italia ed a quanto sembra anche all’estero la videro impegnata come attrice solo per qualche anno per poi rimedicarsi a pieno alla sola esibizione canora, che spesso data la sua espressività era essa stessa una esibizione/sceneggiata.

[3] Di Lei ha detto Maria Nazionale “La sua voce? Corde di violini tzigani”. Pasquale Ferro, Il ritorno di Giulietta Sacco, signora della canzone napoletana, in “ilmondodisuk” del 18 giugno 2012. Qui raccontando le sue vicissitudini di famiglia accenna anche ad un lavoro discografico che avrebbe dovuto vedere la luce a settembre 2012 con tanto di testo autobiografico. Sappiamo che tale testo non è uscito e che allo stato il lavoro autobiografico è sospeso anche se un studio intervista a quattro giovani mani è in corso e potrebbe riservarci tra non molto tempo una splendida sorpresa di studio biografico musicale di uno dei rappresentanti della musica classica napoletana e non solo.

[4] Una ricca voce di Wikipedia, a cui si vuol concorrere all’aggiornamento con il presente contributo, è alla base della conoscenza dell’artista anche se per approfondimenti vedasi: Alberto  Sciotti - Cantanapoli. Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, Luca Torre editore (2011); AA.VV. (a cura di  Gino Castaldo),Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Sacco, Giulietta, di Enzo Giannelli, pagg. 1531-1532. Ed ancora tornano utili per la conoscenza il Radiocorriere TV n. 17/1975 e successivi ed altre riviste musicali del periodo aprile-giugno 1975 (Gente, Ciao 2001, Settimana TV, TV Sorrisi e canzoni, etc), ed altre fonti. Su oggetto di uno speciale di due pagine del Tv Sorrisi e Canzoni negli anni ’70 quando decise di rifarsi il naso ed ancora, per trovata pubblicitaria, mise in scena un grave incidente automobilistico con tanto di servizio fotografico del ricovero e della degenza che fece scalpore e fece parlar non poco di lei alla stampa per poi svelare l’arcano. Anche questi espedienti e questa notorietà fece di lei una delle dive del momento e non solo.

[5] Il papà, con licenza elementare presso la Scuola “Settembrini” di Maddaloni, da giovane faceva il barbiere per poi passare al commercio di maglieria da ambulante e negli anni ‘50/’60 passo al commercio di prodotti musicali come dischi, musicassette, e simili sempre in modo ambulante per poi collocarsi con postazione fissa e svolgendo commercio in un locale di via San Francesco d’Assisi, nella piazza speculante l’ingresso del Convitto e della chiesa francescana dove gli subentrerà a metà anni ’80 il figlio Francesco, in arte noto anche come Franco Muri, cantante ed autore di pezzi musicali nonché show man, per un periodo negli anni ‘70/’80 anche accompagnatore di Giulietta. Francesco è noto per un suo album dal titolo “dedicato a papà”, con l’etichetta Big Stereo. Lì ora esiste l'associazione dedicata all'artista presieduta da Francesco (detto Franco) Sacco.

saccoassociazione

[6] La mamma formatasi per la licenza elementare alla Scuola “Settembrini” e per quella Media al “De Nicola” di Maddaloni, sarà casalinga.

[7] Da piccola frequenterà la scuola Elementare “Luigi Settembrini” e da privatista conseguirà la licenza media badando bene nel tempo a studiare i classici, la letteratura ed all’occorrenza le altre materie, in modo non curriculare, aiutata dalle cugine Salvetti, così da maturare nel tempo una formazione culturale invidiabile. Giulietta imparerà e suonerà anche la chitarra.

 

[8] Alla nascita di Giulietta la famiglia abita in via Bixio nei pressi della chiesa di San Pietro, a fine anni ’50 sarà a via Maddalena per un paio di anni, nei pressi di piazza de Sivo, per poi subito passare a via Starza dove resterà fino ai primi anni ’80, e quindi dall’82/’82 passerà a vivere da sola in via Caudina nel suo appartamento dove tutt’ora conduce la sua vita privata.

[9] Il legame più che la sua passione per la musica e profetico nel senso che il padre in occasione della sua nascita, essendo appassionato di musica classica napoletana, fece in modo di far intervenire al ricevimento una nota ed importate orchestra napoletana con professori degni di lode.

Nel periodo del soggiorno in via Maddalena, a metà anni ’50, Giulietta nel mentre svolgeva le faccende di casa cantava liberamente intonando alla perfezione il repertorio ascoltato dalla radio e riproducendo involontariamente la voce di Maria Paris (Maria Paris è nome d'arte di Maria Rosaria Pariso -fonte.), e fu questo a portarla alla scoperta dei maestri orchestrali. Nel corso di un matrimonio in cortile, giunta per l’occasione un’orchestra di professori napoletani nel bel mezzo del ricevimento a questi si riferisce della bravura di una ragazzetta del posto.

Tanta è l’insistenza, forse anche degli sposi o dei parenti prossimi, al punto da far si che gli orchestrali si ricolgano al papà Vincenzo ed a più riprese chiedano di far cantare la figlioletta. Questi insistentemente rifiuta fino al punto da lasciar decide alla figlia, cosciente di un suo rifiuto. Questa, invece, chiede giusto qualche minuto per mettersi in ghingheri ed accetta di cantare, lasciando il padre di stucco e per la vergogna, ignaro della bravura della figlia si allontana. Quando Giulietta inizia a cantare da lontano il padre la ascolta ed è incredulo della bravura della figlia. Intanto lungo le strade di Maddaloni accorre la gente per lo più sentendo il canto perché convinti della presenza della nota Maria Paris, ed invece giunti tutti trovano una gradita sorpresa.

Il padre ritornò sui suoi passi ed andò ad ascoltare la figlia e qui gli orchestrali consigliarono di mandarla a formarsi in musica e canto suggerendo una tale Tacer/Thatcher, o qualcosa di simile, in Napoli, una signora bassina dalle ampie competenze e dalla rinomata bravura formativa. Così iniziarono, con non pochi sacrifici i primi studi di Giulietta di canto.

[10] Dagli aneddoti si segnala quello che fa riferimento ad uno dei tanti colloqui con Mario Merola questi ha riferito che stando a casa di Mina la stessa abbia testimoniato di essere fan della Giulietta Sacco e dimostrato di avere un notevole quantitativo di suoi Album e singoli nonché di aver appreso il canto della musica classica napoletana dall’artista maddalonese.

[11] Il padre Vincenzo, al di là dei 45 giri ed Album della “Phonotris” dove si cerca anche di approfittare della giovane età della ragazza e della inesperienza di chi la segue, va alla ricerca di nuovi produttori e quindi si avventura anche alla Vis Radio dove, in occasione dei primi approcci agli uffici amministrativi e dell’incontro con la dirigenza ha modo di incontrare artisti come Claudio Villa e Sergio Bruni. Ottenuto l’incontro con il Comm. Scoppa questo avvenne di un fidato collaboratore il Maestro Mario Landi. La signorilità dei due fu subito apprezzata da Vincenzo Sacco che venne accolto con cordialità e con il massimo rispetto, pur ignorando chi egli fosse o comunque uno dei tanti alla ricerca di notorietà. Vincenzo umilmente, infatti dirà poi che già considerata tanto essere stato ricevuto figurarsi avere una chance, riferì che a proprie spese aveva prodotto il 45° giri della figlia Giulietta, evitando di riferire della collaborazione attuale con la “Phonotris” dove comunque non vi erano vincoli alla luce dei contratti tutti a favore della casa discografica. Il Comm. Scoppa, si ricorda in famiglia, che chiese al suo segretario di mettere il disco e con attenzione ne seguì la riproduzione con il Maestro Landi. Fu ascoltato prima il pezzo in italiano e qui il Maestro Landi guardo Scoppa con un movimento della testa di assenso ma senza troppo peso. Quando chiese se vi era una altra canzone il padre di Giuletta indicò il lato della canzone napoletana. Il Comm. Scoppa acconsentì ad ascoltare anche questa parte. Qui a Landi brillarono gli occhi e con il braccio “busso” quello di Scoppa e sotto voce, ma non sfuggi il labiale a Vincenzo, “Commendatore non se la faccia sfuggire”, diede il suo placet. Finito il pezzo, il Comm. Scoppa rivolgendosi a Vincenzo gli disse: “allora firmiamo questo contratto” è inutile dire la felicità, dirà poi di “aver toccato il cielo con le mani”, di Vincenzo e da qui inizia l’esperienza con la Vis Radio di Giulietta.

[12] Per la cronaca Giulietta deciderà di lasciare tale etichetta, con cui era stata programmata anche la sua partecipazione a “Canzonissima” di quell’anno perché morto il Comm. Scoppa, non rivedeva nella dirigenza dei figli subentrata un prosieguo da subito dei successi in ambito discografico essendo venuto meno il leader Scoppa. Da qui piuttosto che rischiare preferì cambiare etichetta, aderendo (nonostante le tante proposte) da quasi subito alla chance di “Hello Record” di Luciano Rondinella con cui inizio la partecipazione al festival di Napoli.

[13] La presenza di Baldi creò le condizioni per una prima serata Rai di stornelli guidata da Giulietta e Claudio Villa che però non si fece all’ultimo momento, secondo i fan di Giulietta perché Villa temeva questa fresca e brava ragazza capace di monopolizzare l’attenzione di un pubblico espero, passionario o a digiuno di Musica ma certo non insensibile a questa ugola d’oro. Due anni fa sul Il Mattino di Napoli, ricorda il fratello Francesco, un noto critico indicando le cinque ugole d’oro del novecento indicò anche Giulietta.

[14] Il Festival della Canzone Napoletana, meglio noto come Festival di Napoli, è stata una competizione canora nata a Napoli nel 1952 e cessata nel 2004. Dal 1952 al 1970 lo spettacolo fu trasmesso dalla prima rete RAI, mentre tra il 1998 ed il 2004, in chiave piuttosto rielaborata, fu trasmesso da Mediaset con  Rete 4.

Esso è considerato il simbolo della Canzone napoletana della seconda metà del Novecento, e nasce l’anno prima del Festival di Sanremo, e si svolgeva nel Teatro Mediterraneo di Napoli, avendo come presentatori, nel corso degli anni, personaggi come Nunzio Filogamo, Enzo Tortora, Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Corrado, Daniele Piombi.

Si badi che la location nel tempo cambio e nel caso delle edizioni con Giulietta Sacco  nel 1969 nel Teatro Politeama di Napoli e nel 1970 nella Piazzetta di Capri dell’omonima località isolana. Nell’edizione sospesa del 1971 lo spettacolo si sarebbe dovuto svolgere nel Teatro Mediterraneo di Napoli. Dopo l’interruzione del 1971, vi fu un tentativo di rilancio nel 1973 con la Piedigrotta “Le nuove Canzoni di Napoli”, fu restituito ripreso nuovamente nel 1981 in Città, assumendo il nome di “Festival di Napoli '81”. Si badi che Giulietta alla Piedigrotta di Napoli, e non solo della Città partenopea, ed  ancora alle altre manifestazioni della città del Golfo Giulietta era di casa e molto attesa.

Durante le partecipazioni di Giulietta Sacco vincitori furono nel 1969 Aurelio Fierro e Mirna Doris con “Preghiera a 'na mamma”, nel 1970  Peppino di Capri e Gianni Nazzaro con “Me chiamme ammore”.

[15] Sulitario  era stata scritta daGiovanni Marigliano ed Enzo Di Domenico.

[16] La 19 edizione del festival della canzone napoletana, del 1971, su dunque sospesa perché alla Rai, dove la prima rete la trasmetteva, e presso gli organizzatori giunsero minacce di scoppio di bombe. Si dirà poi che i vincitori erano sicuri Giulietta Sacco o Sergio Bruni e taluni interessi vedevano altre preferenze, forse di scommesse, da qui le minacce. Si badi che poi il festival avrà un momento di pausa di diverso tempo.

[17] Agli inizi degli anni ’70 alle ore 19 erano ospite fissa sulla prima rete in un programma condotto da Christian De Sica in cui vi era la rubrica “un quarto d’ora con Giulietta Sacco” e dove per circa mezz’ora (l’altro quarto d’ora era per la presentazione dei brani e per curiosità ad esso legate) monopolizzava la rete con suoi mini concerti.  Sulla Rai sarà di casa sia a Domenica In che in altre programmazioni come “l’Altra Domenica” di Renzo Albore con collegamenti esterni, ed ancora ospite in Rai 3 e Rete 4 anche in occasione della ripresa del festival di Napoli con “due coppe di champagne”.

[18] Il brano è di Alberto Sciotti e Augusto Visco.

[19] Anche questo brano è di Sciotti e Visco.

[20] Intanto in questi anni giovani promesse canore si dovranno raccomandare a lei per poter veicolare i loro pezzi sulle emittenti locali, come accadde con Nino d’Angelo per Radio Maddaloni International nata nel 1976 e di cui quest’anno ricorre il 40° anniversario della fondazione, per iniziativa di Enzo Di Nuzzo.

[21] In effetti fino al 1975 Giulietta era protagonista di album in cui per metà vi erano canzoni inedite e per metà motivi tratti dal repertorio antico napoletano. Per realizzare questo 33 giri furono chiamati i migliori autori in circolazione come Enzo Di Domenico, Vincenzo De Crescenzo, Peppino Russo, Gaetano Amendola, Alberto Scotti, Renato Fiori ed altri. Cos’ nacque dopo due mesi “A Giulietta queste nostre emozioni”, album di grande freschezza musicale che unisce la penna poetica d’autori spesso in concorrenza tra loro. La copertina dell’album riporta un pentagramma con le firme di tutti i poeti che hanno preso parte alla sua realizzazione oltre la dedica “Alla squillante e meravigliosa voce di Giulietta Sacco abbiamo voluto fare dono di quanto, nel nostro estro creativo, ci è stato possibile scrivere, anche in omaggio a Napoli

[22] Dopo tale partecipazione un altro problema di salute porto Giulietta a perdere un occhio. Si badi che questi continui interventi dal 1984 le hanno portato non poche conseguenze al diaframma creandole problemi tanto è vero che da anni oramai ha deciso di ritirarsi a vita privata e sono pochi gli eventi che la vedono ospite ed ancor meno quelli ch la vedono esibirsi, non tanto per la melodia della sua voce, che è rimasta, quanto per evitare di sforzare le su corde vocali.

[23] È immenso il suo repertorio video ed audio presente sul social You Tube come è dimostrato dall’accesso al link https://www.youtube.com/results?search_query=giulietta+sacco .Altro interessante contributo è anche quello di MTV http://testicanzoni.mtv.it/testi-Giulietta-Sacco_529416 .

[24] Eccone l’elenco: 1963: Melodie popolari italiane (Vis Radio, ViMT 08459), 1970: Giulietta Sacco (Hello, ZSEL 55406), 1971: Giulietta Sacco Volume 2 (Hello, ZSEL 55409), 1972: Poeti e musicisti dell'800/'900 (Hello, ZSEL 55412), 1972: Poeti e musicisti dell'800 (Hello, ZSEL 55418), 1973: Amore passione e folcklore[1] (Zeus, BE 0056), 1974: Stornellando con Giulietta (Zeus, BE 0060), 1974: Nostalgia di mandolini (Zeus, BE 0061), 1974: Canta Sorrento (Zeus, BE 0065), 1974: Manname 'e cunfiette (Zeus, BE 0067), 1975: Profumo di Ginestre (Zeus, BE 0069), 1975: Stornellando con Giulietta Vol. 2 (Zeus, BE 0077), 1976: 'Mbraccio a tte (Zeus, BE 0078), 1976: A Giulietta queste nostre canzoni (Zeus, BE 0081), 1976: Volume 4° (Hello, ZSEL 55418), 1976: Volume 5° (Hello, ZSEL 55431), 1977: Comme se canta a Napule (Hello, ZSEL 55457; con Angela Luce), 1978: Io, Giulietta Sacco (Hello, ZSEL 55484), 1979: Fenesta vascia (Zeus, BE 0091), 1982: Giulietta Sacco 16X16 (Vis Radio, GXLP 1039), 1983: Piccolo uomo* (Zeus, BE 0116), 1983: Giulietta Sacco Volume 13 (Zeus, BE 0121), 1987: Jammo che tenite a dicere (Eterson, RR 076, 1988: Ritrovarsi (Edison, VOM 627) e 1992: Folk (Phonotype, AZQ 40149).

[25] Eccone l’elenco: inizio anni ’60 ma senza date certe abbiamo Amalia Ruta/Mamma 'nnucente (Phonotris, SC 5003), Femmena 'e peccato/Ferito a morte (Phonotris, SC 5004), Dimme addò staie/Fantasia (Phonotris, SC 5021), per poi passare alla Zeus: 1967: Zì Munacella mia/'A cammesella (Vis Radio, ViMQN 36926; lato A e B canta insieme a Mario Abbate), 1967: Nuovi stornelli fiorentini 1 parte/Nuovi stornelli fiorentini 2 parte (Vis Radio, ViMQN 36950), 1967: Tre feneste/Lettera a mamma mia (Vis Radio, ViMQN 36951), 1967: Tammurriata americana/'A cartulina 'e Napule (Vis Radio, ViMQN 36952), 1967: Serenata 'e 'na femmena/'A notte (Vis Radio, ViMQN 36953), 1967: 'E ppentite/Tammurriata nera (Vis Radio, ViMQN 36954), 1968: Stornelli sotto il sole 1 parte/Stornelli sotto il sole 2 parte (Vis Radio, ViMQN 36981), 1968: Tarantella d''e vase/Masto Ttore (Vis Radio, ViMQN 36983), 1969: Abbracciame/'A notte (Vis Radio, ViMQN 36996), 1970: Sulitario/Gelusia (Hello, 3002 A), 1971: Malata d'ammore/Malincunia (Hello, HR 9029), 1971: Cara signora/Sturnello 'e marciappiede (Hello, HR 9043), 1971: L'addio/'A 'nfrascata (Hello, HR 9046), 1971: Connola senza mamma/Tarantella internazionale (Hello, HR 9047), 1971: Torna maggio/'E ppentite (Hello, HR 9048), 1971: Comm'è bella 'a staggione/'A cartulina 'e Napule (Hello, HR 9049), 1971: 'A gelusia/Nun me scetà (Hello, HR 9050), 1971: Piscatore 'e Pusilleco/'O surdato 'nnammurato (Hello, HR 9051), 1971: Mandulinata a Napule/Tarantella d''e vase (Hello, HR 9052), 1971: 'A primma 'nnammurata/Addio (Hello, HR 9053), 1971: Stornelli stuzzicarelli 1/Stornelli stuzzicarelli 2 (Hello, HR 9073), 1972: Napule bello/Presentimento (Hello, HR 9090), 1972: Silenzio cantatore/'A tazza 'e cafè (Hello, HR 9091), 1972: Torna/'A casa d''e rrose (Hello, HR 9092), 1972: 'O paese d''o sole/Che t'aggia ddì (Hello, HR 9093), 1972: 'O mariuolo d''e criature/'A luna d''o festino (Hello, HR 9106), 1973: Chitarra triste/Serenata napulitana (Zeus, BC 4041), 1973: Mario e Lucia/Napule d'e canzone (Zeus, BC 4042), 1973: Avemmaria/Pupazzetti (Zeus, BC 4043), 1973: Patria luntana/Core sulitario (Zeus, BC 4044), 1973: Gelosa d'o mare/Pizzi pizzi tranculo (Zeus, BC 4045), 1973: Chi m'ha fatto sta bella scarpetta/Ammore e mamma (Zeus, BC 4046), 1974: Stornellata napoletana 1/Stornellata napoletana 2 (Zeus, BC 4051), 1973: C'è un treno verde/Mille buscie (Zeus, BC 4054), 1975: Profumo di ginestra/Non ci credo più (Zeus, BC 5034), 1976: 'Na paggina e musica/Tre anne ammore (Zeus, BC 5041) e 1977: Dicitincelle/E te perdutamente (Zeus, BC 5043).

[26] Eccone l’elenco: 1989: 'A cartulina 'e Napule (Zeus ZCD 003), 1992: Addio mia bella Napoli (Zeus ZS 0232), 1993: Preghiera 'e piscatore (Phonotype 021), 1996: Preta 'e mare (Bem BE 1001), 1999: Viva Napoli (Fonotil FNT 30), 1999: Profumo di ginestre (Zeus ZS 602), 2001: 'A testa aruta (Mea Sud ACD 111), 2001: Stornellando con Giulietta (Zeus ZS 702), 2001: Stornellando con Giulietta (Vol. 2 Zeus ZS 772), 2002: Monografie Napoletane (Duck GRCD-E 6373), 2004: Manname e cunfiette (Zeus ZS 672), 2006: Toledo & Medina (Phonotype 314), 2007: 'Mbraccio a te (Zeus ZS 782) e 2008: Nostalgia di mandolini (Zeus ZS 612).

[27] Nel 2013, in occasione del 70° anniversario lo studioso e musicista Cav. Salvatore Borriello elaborò alcuni Cd denominati “Giulietta Sacco 2013 Storia della Canzone Napoletana . Cittadina Maddalonese” che dovevano essere oggetto di una manifestazione poi non concretizzata in cui si raccolgono video e brani della stella della musica napoletana con natali in Maddaloni. Al cav Borriello si ringrazia per aver avuto il privilegio di consultarli e si esprime identico ringraziamento a Francesco Sacco per aver condiviso i suoi ricordi biografici, e fotografici,  atti a delineare, per quel poco che sono riuscito in queste poche battute giornalistiche, il profilo di una Grande.

[28] A lei sono state dedicate anche opere pittoriche e disegni.