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Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) // LEGGICINEMA PDF Stampa E-mail
Scritto da Rossella Scialla   
Martedì 10 Febbraio 2015 17:05

 

Cosa vogliamo ignorare del nostro passato?

Sembra questa la domanda che Alejandro González Iñárritu pone allo spettatore attraverso la storia di Riggan Thompson, uno straordinario Michael Keaton, celebrità che dopo il successo cinematografico del supereroe Birdman scompare dalle scene per azzardare anni dopo un riscatto teatrale a Broadway. È suo il riadattamento del racconto di Raymond Carver Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, sua la regia, è lui a interpretare il personaggio principale e a scegliere quali attori dovranno affiancarlo, aiutato da una figlia problematica (Emma Stone) che non esita nell’additare al padre la causa della sua infelicità.

È un film sulla crescita, sul tentativo di abbandonare una veste che non ci appartiene più per sentirci e dirci realizzati: la realizzazione, però, lo sforzo di rendere reale questo esperimento può dirsi tale anche attraversando l’approvazione e il riconoscimento altrui.

“Tu non sei un artista, sei una celebrità”, è questa l’insindacabile opinione di un famoso critico teatrale e il gioco consiste nel capire fino a che punto l’uomo sia disposto a spingersi per riempire il divario tra i due termini o per renderlo ancora più evidente e assorbirne le conseguenze. Ignorando un passato che sembra inconciliabile con il presente ma ancor più ignorando chi, riconoscendo quel passato, gli ha permesso di operare una scelta.

Riggan Thompson, nell’arco di tutto il film, è posto di fronte a questa domanda dall’attore che sceglie per il suo spettacolo (Edward Norton) in grado di dire la verità e denudarsi solo in scena e da una voce che gli parla,  all’inizio le diamo il volto della coscienza e poi quello del supereroe Birdman, e gli ricorda come il confine tra la menzogna e la verità, per chiunque faccia il suo mestiere ma in fondo per tutti, sia estremamente labile. Iñárritu sceglie un piano sequenza continuo proprio per marcare questo interrogativo costante che ha due volti e lo osserva da tutte le parti, quasi braccandolo; sceglie di accompagnare le scene con un sottofondo tipico del musical broadwayano, un rullo di tamburi, che Thompson sente davvero solo quando, costretto da un imprevisto a uscire per strada seminudo,  è riconosciuto e braccato. E ancora una volta a essere riconosciuto è Birdman, il personaggio che ha interpretato e l’uomo che è stato.

Un film bellissimo che attraversando due canali identitari, cinema e teatro, come Caronte traghetta anche le nostre anime in un Ade immaginario, lasciandoci l’arduo compito di capire quali portare sull’altra riva del fiume e abbandonare per sempre e quali invece lasciar vagare in eterno.