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Elezioni / 1 Le ammucchiate non fanno bene all’Italia. E gli italiani non vogliono più voltagabbana PDF Stampa E-mail
Scritto da Nazareno della Valle   
Lunedì 08 Agosto 2022 18:51

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ROMA – Crediamo che Carlo Calenda, alla fine, abbia fatto bene. Speriamo per lui che corra da solo per formare un Polo politico omogeneo, che la pensi in maniera univoca, e si candidi a guidare il Paese.

Calenda

Alleanze si possono fare, ma solo se il modo di pensare è lo stesso. Abbiamo sempre sperato che il Pd fosse il superamento del Pci e l’incontro tra cattolici e laici, che capisse che questa era la sua strada. Non l’accettazione delle idee di chi c’era prima ma la creazione di una base comune tra cattolici e sinistra riformista. Questo non è mai accaduto: il Pd ha sempre scelto di creare alleanze, coalizioni elettorali con l’obiettivo, e come unico collante, la lotta contro qualcuno, il no a qualcuno.

Il No a Berlusconi, il No alla Destra, il No agli ex fascisti. L’Italia non vuole più una politica del genere. E’ tempo di ricostruire quanto possibile del nostro Paese, che è in forte decadenza, sta quasi per scomparire. Demograficamente – a nulla servono gli immigrati che anzi peggiorano l’equilibrio generale - e come punto sulla carta geografica.

Italia in decadenza, Italiani arrabbiati e poveri

Gli italiani vogliono partiti o raggruppamenti omogenei. Di Sinistra di Destra, Moderati, Centristi. Come volete cari leader, ma omogenei, che se vincono, vincono e governano per una intera legislatura. Non è più tempo di governi equipollenti con il centrodestra, con il centrosinistra, tutti insieme, come Conte Salvini, Conte Letta, Conte Letta Salvini e Draghi.

Il fascismo non c'è più: vecchio chi continua a gridare al lupo

Non esistono più pregiudiziali anti fasciste. Non esiste il fascismo e neppure può più essere usato come una clava contro qualcuno. Noi elettori vogliamo gruppi omogenei politicamente e ideologicamente che si candidano a governare e vincono. Se perdono si stanno zitti e fanno l’opposizione; se vincono governano.

No a leader per caso

Non possiamo accettare che leader per caso come Di Maio, che sono il simbolo malato dei 5 Stelle, dopo aver per una vita attaccato il Pd, siano salvati dal Pd. Di Maio ha sbagliato – se ha fatto bene non lo sappiamo, ma non giudichiamo - lasciando i 5 Stelle, non può avere ospitalità da nessuno. Se vale per gli italiani lo rieleggeranno, altrimenti ritornerà a lavorare come un normale cittadino.

Azione

Non possiamo accettare che una partito come Azione debba andare d’accordo con La Sinistra Italiana che non vuole la Nato. Nemmeno il Pd può avere al suo interno costole che non vogliono la Nato. Chi non vuole la Nato si candida e se viene eletto fa valere il suo voto.

Immigrati un problema

Non sappiamo cosa pensano gli italiani delle ondate migratorie in corso, ma se vince la Lega è evidente che le ondate debbano essere fermate. Non può esserci una coalizione di presunti illuminati che favorisce l’immigrazione se gli italiani sono contrari. Serve un po’ di coerenza e di Politica nel nostro Paese. E serve soprattutto qualità nei parlamentari e subito dopo ridare il voto ai cittadini.

Ridare il voto ai cittadini, noi a parlamentari ignoranti

C’è un nodo che non viene mai affrontato nelle segreterie dei partiti che preferiscono nominare i parlamentari. Ma non è un voto, e noi pensiamo sia anche incostituzionale. I parlamentari devono essere scelti dai cittadini con il voto di preferenza, singolo o multiplo; o in collegi uninominali dove la possibilità di candidarsi deve essere quanto più ampia possibile. In modo che ognuno possa eleggere il suo rappresentante: una persona in carne e ossa, con cui parlare, a cui chiedere conto di quello che fa, con cui confrontarsi.

Paese distante dai nominati e dalle segreterie

E’ anche chiaro che c’è una crasi tra i partiti e il Paese reale. L’Italia va da una parte, i parlamentari nominati dai partiti spesso da una altra, perché non sono rappresentativi dei cittadini, non eletti, ma nominati dai partiti sulla base dei gruppi di pressione. Infatti ci sono rappresentanti di minoranze che non avrebbero nemmeno un eletto se non ci pensassero le segreterie. Un divario che è aumentato in questi anni di non politica in cui i cittadini non si impegnano più I cattolici non hanno più un partito di riferimento. Non ci sono più idee che smuovono il mondo perché sono i partiti a bloccarle e castrarle.