Andate al mare, le riforme si fanno in Parlamento: non con i referendum e nemmeno con le sentenze Stampa
Scritto da Nazareno della Valle   
Domenica 12 Giugno 2022 15:38

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ROMA - La cosa migliore da fare oggi è andare al mare. Non vogliamo parafrasare Craxi, che anzi è stato uno degli esempi più deleteri della politica italiana, né vogliamo ingraziarci i magistrati che sbagliano spesso quando pensano che le riforme si fanno con le sentenze dei tribunali ordinari o della Consulta. Ma siamo contro i referendum, e questi referendum soprattutto, siamo contro questa classe poltica che non è capace di fare una riforma in Parlamento, il luogo deputato e per cui vengono pagati.

A dire la verità sono ancora troppi quelli che siedono in Parlamento: ben seicento. La riforma dei 5 stelle, l'unica azzeccata davvero, li ha ridotti, ma sono ancora troppi. I senatori devono essere uno per provincia i deputati un paio al massimo. Trecentocinquanta parlamentari tra Camera e Senato bastano e avanzano nel nostro Paese, se gli Stati Uniti - decine e decine di volte più grandi dell'Italia e più popolosi - ne hanno un numero analogo: 435. Cosi come una ulteriore cura dimagrante serve agli enti locali. i capoluoghi con 20 consiglieri comunali, senza municipi autonomi, ma articolazioni del comune. paghiamo con le nostre dolorose tasse centinaia di inutili chiachieroni.

Le istituzioni sono sostanza non forma. Certe istituzioni impediscono le riforme o mortificano la comunità. Troppo politici, al di là dei soldi che ci rubano impunemente, sono un freno per lo sviluppo e per l'efficienza. I politici devono essere pagati bene ma devono essere il megliodella società, perché ci devono guidare.

D'altro canto l'attuale Parlamento non è stato capace di eleggere un nuovo Presidente della Repubblica in tempi brevi - non ce ne voglia Mattarella, che è il miglior Capo dello Stato possibile - ed è dovuto ricorrere al richiamare in servizio l'attuale primo cittadino della Repubblica.

E' una classe politica scadente e per lo più ignorante. Erano in pratica meglio i Democristiani. Noi stessi, illusi dalla propaganda comunista o radicale, abbiamo demonizzato i democristiani, salvo scoprire col senno di poi, di questi anni, dopo trenta anni di ignominia politica, che i democristiani erano Signori con la S maiuscola. Attenti alla famiglia, allo stile, non ladri come si diceva. Alla fine di tutti i dirigenti nazionali Dc nessuno è stato condannato. Penso a quel povero segretario Citaristi, con 50 e più avvisi di garanzia.

E noi, anche io, fedele al vecchio Pci gongolavo per Primo Greganti che non parlava in carcere. Ahimè, i Democristiani erano Signori. Hanno governato il Paese per cinquant'anni, hanno fatto le riforme, hanno fatto l'Italia, ci hanno dato benessere e prosperità. Eppure noi abbiamo seguito la fata incantatrice che nei trenta anni successivi ci ha solo distrutti. Giusto un esempio: il punto più alto per il pil pro capite del Mezzogiorno d'Italia è stato nel 1975. Dc regnante.

Ritorniamo ai referendum. Dire che si possono ignorare i referendum non è un attentato alla Costituzione o al diritto di voto o alla partecipazione politica. I referendum sono atti di parte, istanze particolari che possono essere contrastate votando no, astenendosi o anche non andando a votare, perché tra l'altro sono un dispendio inutile di denaro.

Perciò possiamo dire: Andate al mare.

L'altro aspetto importante è che è troppo semplice raccogliere le firme. Il tetto minimo dovrebbe essere proporzionale alla popolazione. In Italia per un referendum servirebbero almeno venti milioni di firme al momento, vista la nostra densità demografica; e in presenza, non digitali. Solo così si garantisce un interesse generale. Cioè il referendum, la richiesta, dovrebbe essere firmata da un terzo almeno della popolazione. Ne siamo sessanta milioni, venti milioni di firme per chiedere un referendum.

Entriamo poi nel merito. Ci sono alcuni quesiti che sono giusti. Scardinando il Csm, il meccanismo delle correnti, riducono il potere discrezionale dei giudici, che sempre sono dei funzionari dello Stato. Ma far decidere sulla loro carriera da avvocati o altri esterni è come chiedere acquaiolo l'acqua è fresca?

D'altra parte la Severino è una buona norma, anzi poco incisiva nelle sanzioni, perché non si può vedere un signore condannato che si candida. Anche solo condanato in primo grado. I politici devono essere adamantini, rispettare uno stile sacrosanto, non sbagliare mai, essere silenziosi, discreti, preparati. E poi vogliamo candidare ladri e ladroni e farli rimanere in carica. Se si è condannati, per qualsiasi tipo di reato, non si può fare politica e non ci si può candidare. A vita.

Se si è in carica e si subisce una condanna, bisogna immediatamente decadere dalla carica. Solo quando finisce tutto l'iter - e qui è giusto che sia veloce - se è innocente ritorna in carica. Ma non si resta al potere. Una cosa buona siamo riusciti a farla, la Severino, e voi ladroni volete togliercela.

Perciò andate al mare. Ai referendum non si vota. Sono inutili e una brutta perdita di denaro. Ma poi, i giudici devono darsi una calmata. E per far questo basta rimettere la decisione sull'avanzamento di carriera non a un automatismo o al Csm, ma al superiore gerarchico: Presidente o Procuratore o chicchessia. Basta poco senno di poi per aggiustare i magistrati e la Giustizia.

Per la Giustizia che non funziona assumete i dipendenti e rimettete i cancellieri nell'Ordine Giudiziario, ridando loro i diritti di cancelleria e il potere vero di decidere sui dipendenti. E vedrete che tutto ritornerà a funzionare.

Buon bagno!

ps

Dimenticavo. Questa classe politica deve andare via. Rivogliamo i partiti e l'impegno e anche - che bestemmia, sarebbe stata un tempo detta da me - i cattolici in politica.