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Caserta, il lascito politico di Fecondo a Marcianise: Dialogo con i Popolari democratici PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Aprile 2009 18:22

Pubblichiamo il testo della relazione tenuta dal sindaco uscente di Marcianise Filippo Fecondo all’Assemblea dei Riformisti del PD del 15 aprile 2009 tenutosi presso la Biblioteca Comunale di Marcianise per gentile concessione della rivista Caffè Procope. L'intervento di Fecondo, per il ruolo che ha avuto nella storia politica recente di Marcianise, è di alto interesse.

MARCIANISE (Caserta) - “Quest’incontro deve essere percepito e vissuto come un contributo, ritengo costruttivo, che noi tutti vogliamo dare alla discussione nel Partito Democratico, al dibattito che è necessario promuovere nella città e naturalmente alle scelte che si andranno a operare nei prossimi giorni. Una discussione che non si è mai avviata e che invece è un momento fondamentale per dare corpo e anima alla proposta politica e programmatica del PD, che fino ad oggi non ha ancora visto la luce. Viviamo la vigilia di una tornata elettorale che da diversi decenni non assumeva tratti così confusi e drammaticamente incerti, con schieramenti non definiti, con programmi amministrativi inesistenti , con candidature che quotidianamente si annunciano per essere poi seppellite il giorno dopo. Eppure dall’esito delle prossime elezioni amministrative dipendono le sorti, oserei dire definitive, della nostra città.

Il dibattito politico a Marcianise

E’ quindi fondamentale rimettere al centro del dibattito nostro, ma mi auguro anche di tutti i soggetti che saranno in campo, le ragioni della politica e il fine del fare amministrazione, per il governo della città, per il bene dei cittadini e con la loro partecipazione.
Molti atti si sono consumati in questi ultimi mesi. Atti e fatti che non sono stati indagati a fondo e che sarebbe sbagliato non mettere al centro della nostra riflessione, per trarre da essi fondamentali insegnamenti per il futuro ma anche, e forse soprattutto, per delineare giudizi e operare scelte, che non potranno non essere da quei fatti e da quegli atti condizionate.

Perché si vota prima

Sarebbe fuorviante per un dibattito, che abbiamo il dovere di porre su basi serie, non ricordare a noi stessi e a tutti i cittadini, perché a Marcianise si vota il 6 e il 7 giugno prossimi e non invece nella primavera del 2011, alla naturale scadenza cioè del mandato, iniziato il 29 maggio del 2006. Dobbiamo necessariamente dire, se ci è consentito, che l’Amministrazione in carica, che era animata, tra gli altri, da nove consiglieri del PD(il gruppo maggiore presente in Consiglio comunale), tre Assessori del PD e da un Sindaco del PD veniva sciolta, e quindi il Comune commissariato, perché tre consiglieri del Partito Democratico, due indipendenti riuniti in un gruppo denominato forza Marcianise e l’unico consigliere dello SDI, quindi sei consiglieri della maggioranza, consegnavano, contestualmente ai consiglieri di opposizione, le proprie dimissioni, decretando di fatto la fine dell’Amministrazione in carica. Tutto questo senza esplicitare una qualsiasi motivazione politica né prima delle dimissioni, né dopo le dimissioni.

Il Pd

A quell’atto non è seguita nessuna seria discussione nel Partito Democratico, che pure con il contributo determinante di tre propri consiglieri perdeva una rappresentanza consiliare e di governo così determinante, nella terza città della provincia.
Un atto gravissimo che non è stato ancora condannato dai vertici locali del nostro Partito, che declinano ogni responsabilità politica sull’accaduto e archiviano il caso come un incidente di percorso, promuovendo di fatto una sorta di riabilitazione di chi quell’atto lo aveva ispirato, rivendicato e attuato, attraverso un’alleanza con il centro-destra in Consiglio comunale.

Un atto gravissimo

Un atto gravissimo, se valutiamo nella sua giusta dimensione la storica sentenza del TAR che aveva ripristinato gli organi amministrativi del Comune di Marcianise, appena venticinque giorni prima di quel fatidico 23 febbraio scorso, che aveva stabilito con puntigliosa precisione che gli atti amministrativi dal 2001 fino al giorno dello scioglimento erano atti assolutamente corretti e che corretta era stata soprattutto la conduzione politico-amministrativa del Sindaco,oggettivamente la figura più esposta nei giorni appena successivi allo scioglimento.

Organi Amministrativi che erano stati dissolti, oggi possiamo dire illegittimamente, il 19 marzo del 2008, per presunti condizionamenti della camorra, con un provvedimento proposto dalla Prefettura di Caserta, allora notoriamente politicamente indirizzata dalla PDL, tanto che il Prefetto che aveva ispirato la nomina della commissione d’Accesso e infine lo scioglimento fu, appena dopo, eletto Deputato della Repubblica proprio nelle fila della PDL. Questione anche questa che meritava qualche riflessione da parte del nostro Partito, ma che fu completamente fatta cadere sulle spalle del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri comunali, lasciati dal proprio Partito nella più totale solitudine. Sono stati dieci mesi durissimi nell’attesa di vedere riconosciuta una verità che, una volta ristabilita, è stata bruciata da un gravissimo atto che se non è politico, se non è folle deve avere motivazioni che sarebbe giusto definire personali e dai contorni inquietanti, considerate le conseguenze gravissime che ha determinato per la nostra città.

Il secondo mandato

Il 29 maggio del 2006 si insediava la nostra seconda Amministrazione che veniva rieletta con una percentuale elettorale molto alta, circa il 60%, che premiava il lavoro svolto nei cinque anni precedenti e che i cittadini avevano apprezzato e democraticamente stabilito, attraverso il loro voto, che doveva continuare per completare un programma amministrativo ambizioso, che proiettava la nostra città tra quelle meglio amministrate della provincia.
Alcuni risultati vanno ricordati, per evitare che qualcuno possa pensare che non siano patrimonio del nostro partito e dei nostri alleati in quella amministrazione.
Eravamo consapevoli allora che alla nostra città andava assegnato un ruolo la cui qualità doveva dipendere per gran parte dalla capacità dell’Amministrazione di creare le condizioni politiche e strutturali che, coniugate alla posizione strategica, potessero drenare flussi di investimenti pubblici e privati che dovevano di fatto modificare la missione produttiva del nostro territorio.

Da industriale a servizi

Da una vocazione prettamente industriale legata alla manifattura dei già fortissimi comparti delle telecomunicazioni e metalmeccanici, ormai in forte crisi, si decise di integrare il tessuto produttivo esistente con una scelta di politica economico-territoriale che privilegiasse i servizi, l’artigianato d’eccellenza , il commercio che dovevano creare le condizioni di un nuovo sviluppo, che avesse come base fondamentale la sostenibilità ambientale. Dobbiamo oggi necessariamente ricordare che i territori industriali in crisi, se non ben governati, attraggono in genere investimenti non qualificati e fortemente impattanti per l’ Ambiente. La nostra intuizione invece, con gli atti di programmazione territoriale che l’assecondarono, venne premiata e calarono sul nostro territorio investimenti privati di qualità per oltre cinquecento milioni di euro, che ancora oggi sono in fase di crescita.

Napolitano

Il nostro territorio di fatto ha iniziato una trasformazione dal punto di vista dello sviluppo economico e territoriale che se ben governata dovrà dare frutti di eccezionale portata per l’intero territorio di cui Marcianise è il baricentro, nonostante una crisi devastante che corre ben oltre i limiti dei nostri confini nazionali. Mi piace a questo punto citare una dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che diceva, solo due anni fa :”Penso a Marcianise, come mi ha ricordato il Sindaco Fecondo: l’ho conosciuta bene quando era un centro puramente agricolo, un centro che poi ha conosciuto la fase dell’industrializzazione durante la quale c’è stata molta illusorietà ed è stato molto importante che questa città abbia saputo risorgere da quella delusione, da quella sconfitta e darsi nuove vocazioni” Dal comunicato Ansa del 22 settembre 2007.

Investimenti pubblici


Dal versante degli investimenti pubblici sono stati realizzati lavori per oltre cinquanta milioni di euro che rappresentano il più imponente programma di lavori pubblici mai attuato a Marcianise, con la realizzazione di oltre novanta strade, con la ristrutturazione di piazze e di edifici pubblici, con la realizzazione di spazi verdi che hanno triplicato il rapporto verde pubblico attrezzato-cittadino, con il progetto in fase di realizzazione della Piscina comunale e con la infrastrutturazione della zona artigianale.

Politiche di sviluppo

Si è impostata una politica delle acquisizioni di immobili da parte dell’Ente comunale che è l’inverso della tendenza in atto in quasi tutti gli Enti pubblici, che è appunto quella di dismettere i propri beni immobili. Abbiamo infatti acquisito con fondi comunali, provenienti soprattutto dai contributi urbanistici dei grandi investitori privati, il Teatro Mugnone,un pregevolissimo edificio degli anni venti progettato dall’arch.Comencini, che qualcuno prima di noi aveva intenzione di abbattere per realizzare appartamenti, per il quale e già esecutivo il progetto di ristrutturazione già finanziato per 4.700.000 euro, che lo restituirà ai cittadini di Marcianise nella sua funzione originaria di teatro; l’ex canapificio, destinato a centro sportivo e sociale; la casa del mutilato, destinata a sportello per i servizi sociali; palazzo Zarrillo e palazzo Morelli dove si stanno realizzando i due parcheggi nel centro storico.

Abbiamo finanziato e affidato la progettazione del PUC, il Piano Urbanistico Comunale, che dovrà dare risposte ai cittadini che hanno necessità di abitazioni ma che nel contempo deve essere momento fondamentale di riqualificazione di interi brani della nostra città,soprattutto nelle periferie,che devono essere trasformate per migliorare la qualità della vita, con l’inserimento di una maggiore disponibilità di verde di quartiere e servizi. Doveva, dopo una lungo iter essere solo deliberata in Giunta l’approvazione definitiva del Piano di recupero del centro storico, strumento fondamentale per la riqualificazione di un luogo che è anche sintesi della nostra identità come città.

Il futuro

Tutte cose queste rese possibili da una attenta politica di bilancio e da un’attenta e consapevole valorizzazione del nostro territorio come risorsa.
Sul versante della contribuzione fiscale abbiamo avuto la capacità di tenere ferme le aliquote delle tasse comunali ai livelli del 2001 e questo grazie ad una capillare azione di accertamento che ha incrementato, ripeto senza aumentare le aliquote, l’entrata per l’ICI da 6.250.000 euro circa a 8.310.000 euro; l’entrata della TARSU da 3.240.000 euro circa a 4.120.000 euro; l’entrata per oneri di urbanizzazione che solo negli ultimi tre anni di amministrazione ha dato l’eccezionale gettito di circa 20.000.000 di euro, pagati soprattutto dai grandi investitori con gli insediamenti nelle zone destinate a servizi e commercio.

Per comprendere la portata di questa ultima entrata dobbiamo immaginare che questa somma è di gran lunga maggiore di quella incamerata fino ad allora dal Comune di Marcianise dall’entrata in vigore della Bucalossi che è una legge del 1977. Un risultato eccezionale. Intanto il gettito ICI sarà destinato nei prossimi anni ancora ad aumentare proprio grazie a quegli investimenti che nei prossimi mesi e anni andranno a regime.

Avevamo nel 2001 ereditato una rigidità di bilancio che insieme ai sempre minori trasferimenti statali rendevano impossibile la gestione finanziaria di un Ente che, se non utilizzava gli strumenti che sono stati utilizzati, sarebbe finito in un drammatico dissesto. E oggi invece il Comune di Marcianise e un Ente senza debiti verso terzi.

Sulla questione ambientale voglio solo ricordare tre esempi. Il primo: nel 2001 le industrie a rischio di incidente rilevante (quelle cioè assoggettate alla legge Seveso)nella nostra area industriale erano sei, mentre oggi sono solo tre grazie all’azione di contrasto e di controllo attuata dall’Amministrazione nei confronti di questa tipologia di industrie.

Il secondo. Il Comune di Marcianise è stato uno dei pochi in regione campania che con propri fondi di bilancio, 250.000 euro solo per il 2007, ad aver finanziato l’attività di vigilanza sulle patologie tumorali in zona, sulla presenza dei solventi organici aromatici ed idrocarburi clorurati nelle acque di falda, sui campi elettromagnetici, sulla qualità dell’aria, sui livelli di radioattività delle acque, sulle diossine, affidando gli studi a istituti universitari specializzati.il terzo Il Comune di Marcianise ha in atto la più imponente opera di afforestazione mai realizzata in Italia da un Comune, l’ormai noto ring verde, studiato in collaborazione con l’Istituto di botanica di Portici, già appaltato, costa cinque milioni di euro e sarà grande circa 300.000mq. E’ una delle azioni consigliate dal Protocollo di Kyoto.

E veniamo alla questione della legalità.

E’ stato il primo comune, il nostro, dei quattro in tutto in provincia di Caserta, a stipulare nel 2001 il Protocollo di legalità con la Prefettura che prevede controlli rigidissimi per l’affidamento di appalti pubblici; ha stipulato Protocollo con la Guardia di finanza per l’allocazione a Marcianise, a spese del Comune ,del Comando di Compagnia, appunto, della Guardia di Finanza; ha stipulato con la Questura di Caserta Protocollo , a spese del Comune, per la nuova sede del commissariato di polizia; stava stipulando all’atto del primo scioglimento, un Protocollo d’intesa per l’allocazione, sempre a spese del Comune, della Compagnia dei Carabinieri, in fase di istituzione;ha allocato nell’ultimo programma delle opere pubbliche 6.000.000 di euro per la realizzazione della nuova sede della sezione distaccata del tribunale. Voglio infine ricordare che ha disposto con ordinanze del Sindaco, non del prefetto, non del questore, con l’assistenza della forza pubblica, lo sfratto dagli alloggi IACP, tra gli altri, di Franco e Michele Froncillo, capi dell’omonimo clan e allora non ancora collaboratori di giustizia.

I fatti amministrativi

Questa elencazione di fatti amministrativi, tra l’altro parziale e solo superficialmente trattati , è riferibile alla sola attività della prima amministrazione da me diretta fino al 2006. Infatti appena dopo l’insediamento della seconda amministrazione nel giugno 2006, e ad appena cinque mesi da questa, veniva inviata presso il Comune la Commissione d’accesso che di fatto inibiva l’attività amministrativa, seguivano poi lo scioglimento del marzo 2008, il reinsediamento del gennaio 2009 e quindi lo scioglimento per le dimissioni della metà più uno dei consiglieri comunali del febbraio 2009. In definitiva, il secondo mandato non ha mai avuto un effettivo inizio, per motivi esterni alla volontà degli amministratori e della coalizione politica che li sosteneva. In pratica nel secondo mandato non abbiamo governato e, consentitemi di dire, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Continuità ma non arrendersi

E’ naturale quindi dare una continuità politico-amministrativa a quella attività da noi condotta fino al 2006 , già sottoposta al giudizio degli elettori, che va naturalmente aggiornata ma che, nel rispetto di una programmazione già avviata e in parte realizzata, deve avere come linea guida il programma amministrativo approvato nella prima seduta del nuovo consiglio comunale del 2006 e mai completata.
Qualche considerazione è necessario svolgere sulla composizione delle coalizioni politiche che hanno sostenuto le due Amministrazioni da me condotte. La prima amministrazione nel 2001 fu eletta con il sostegno di due liste, la lista dei Democratici di Sinistra e la lista di Uniti per la Margherita, che con la presenza al loro interno anche di uomini riferibili politicamente allo SDI, all’UDEUR e ai Comunisti Italiani, sintetizzavano una coalizione di cento-sinistra. La seconda nel 2006 , invece, fu eletta con il contibuto di cinque liste, tutte riferibili al centro-sinistra, La Margherita, i DS, lo SDI, l’UDEUR e una lista di sinistra in cui confluirono i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista. Ancora un centro-sinistra quindi, cresciuto nei precedenti cinque anni grazie alla partecipazione ad una Amministrazione che era stata riconosciuta dai cittadini capace di amministrare,tanto da raddoppiare i consensi alle liste. Naturalmente, l’ossatura portante di entrambe le amministrazioni era formata dalla Margherita (ex Popolari) e dai DS, che da soli rappresentavano oltre il 50% dei Consigli Comunali del 2001 e del 2006.

No con chi ha distrutto Marcianise

Oggi il quadro politico nazionale e locale è profondamente cambiato. La travagliata costruzione del Partito Democratico, la sua politica delle alleanze a livello nazionale nelle ultime elezioni politiche, di autonomia rispetto ad un centro-sinistra tradizionale; l’adesione di una parte fondamentale della Margherita, soprattutto qui a Marcianise e in Campania, al movimento dei Democratici Popolari; le drammatiche vicende amministrative locali tracimate infine in uno impolitico e sciagurato scioglimento del Consiglio Comunale, ci impongono riflessioni e scelte che devono basarsi su principi rigidi e inderogabili, ponendo alla base del sistema delle alleanze la condivisione dei risultati amministrativi raggiunti e del completamento di un programma amministrativo condiviso e accettato dagli elettori nel 2006.

Ne consegue che soprattutto a livello locale, qui a Marcianise, il Partito Democratico si deve seriamente interrogare su quali priorità programmatiche vuole concentrarsi e su quali alleanze intende puntare per rimettere in gioco un suo ruolo credibile e di governo.
Quindi, partendo dalle considerazioni fin qui svolte, appare naturale qui a Marcianise, ripartire da dove ci hanno costretto a lasciare.
Si deve naturalmente partire da chi non ha tradito, con un’assurda imboscata, il mandato avuto dai cittadini ; chi non ha tradito, con un folle gesto, gli alleati di governo; chi non si è alleato con il centro-destra per abbattere, dopo solo venticinque giorni, un’Amministrazione così faticosamente riconquistata; chi non ha macchiato, con un gesto sconsiderato, la credibilità delle istituzioni e la dignità dell’intera città.

I Democratici Popolari

Appare chiaro, cari amici e compagni del PD, che è necessario ripartire da un rapporto, fondato su basi serie e su principi inderogabili, con il movimento dei Democratici Popolari, per verificare se esistono le condizioni per un’alleanza da allargare poi a quei partiti e quei movimenti che possono dare un contributo di idee e di energie ad una proposta , che pur se rinnovata, deve continuare nel solco tracciato dall’amministrazione precedente, per continuare a costruire un’idea di città che non ci hanno consentito di completare.
Va da se che il PD non può ricercare il contributo di quegli uomini, di quei Partiti, di quei Movimenti che, anche attraverso pubblici documenti , hanno rivendicato l’abbattimento di un’Amministrazione guidata da un Sindaco del PD, con la presenza in Giunta di tre Assessori del PD, con la presenza in Consiglio Comunale di un nutrito gruppo di consiglieri comunali del PD. Sarebbe un vero e proprio suicidio politico, oltre ad essere una condizione politicamente e moralmente inaccettabile.

La camorra da estirpare

Infine, e concludo, è necessario riaffermare che alla base di qualsiasi azione futura di governo, deve essere posto con più nettezza il principio fondamentale di trasparenza e da qui rendere ancora più visibile la lotta senza quartiere contro la camorra. Estirpare la camorra è l’unica possibilità di sopravvivenza che ha questa città. Se non decidiamo con forza, con determinazione, con intelligenza di sradicare questo cancro, per i cittadini, per chi come noi ha deciso che i propri figli devono crescere in questa città, non ci sarà più speranza. Perché la camorra è un cancro che mangia tutto, è un cancro che ti consuma, è un cancro che ti lascia morire pian piano. La città ha bisogno di un colpo di reni, la città, dopo gli eventi degli ultimi due anni, ha bisogno di rilanciarsi e rilanciare la sua economia, anche attraverso una proiezione di se migliore verso l’esterno. E’ necessario aggredire i problemi e i problemi si aggrediscono con forza soprattutto isolando la camorra, combattendola, estirpandola. E’ da questo momento che ognuno di noi deve avere la capacità di dare un contributo ancora più serio per lo sviluppo di Marcianise.

Con la camorra non c’è sviluppo vero. Sono convinto, cari amici e compagni del PD, che tutti insieme questa forza noi l’abbiamo, insieme alla parte buona della città, che è la maggioranza, assolutamente la stragrande maggioranza, e, insieme, possiamo fare questo lavoro importante, imponente, non nego anche pericoloso. Irto sarà il percorso di trabocchetti ed io penso che nessuno di noi può cadere nei trabocchetti.

Lavoriamo insieme con lealtà, con serietà, con convinzione, ognuno nel ruolo che gli sarà assegnato, perché questa infine è la città in cui noi e i nostri concittadini abbiamo deciso che è il luogo in cui vivere, in cui invecchiare e in cui far crescere i nostri figli.