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Caserta, ai Salesiani si parla di Politica con Padre Vanzan della Civiltà cattolica venerdì 17 PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Aprile 2009 10:41

CASERTA - Se la politica è la scienza architettonica della polis o città dell’uomo, allora la politica ispirata cristianamente è l’architettura della città dell’uomo modellata sulle grandi linee della Città di Dio.

Perciò la Dottrina Sociale della Chiesa orienta la persona, la famiglia e la società verso la costruzione di una migliore polis costruita nell’orizzonte della Gerusalemme celeste e con «i mezzi altri» dell’insegnamento evangelico. È l’«utopia concretissima» del Regnum Dei che ha in Gesù e nei suoi discepoli la prima icona e nella Comunità cristiana degli inizi una concretizzazione emblematica per tutti i secoli.

Tre sono gli orientamenti e i fini dell’antropo-sociologia rivelata: solidarietà; bene comune; pace nella giustizia e salvaguardia del creato.

Saranno questi i temi dell'inconto che padre Pier Sandro Vanzan, redattore della prestigiosa rivista dei Gesuiti Civiltà Cattolica, per anni colui che per conto della Compagnia di Gesù ha seguito la politica italiana, terrà venerdì prossimo, 17 aprile, alle 19.30 all'Istituto Salesiano di Caserta. L'incontro rientra all'interno del ciclo di formazione promosso dai salesiani su: "Vita cristiana e impegno politico". In precedenza hanno parlato il prof. Sabino Palumbieri e l'Onorevole Gerardo Bianco. All'intervento di padre Vanzan farà seguito nel mese di maggio quello del prof. Giannino Piana, teologo moralista.

La solidarietà

La solidarietà, radicata contemporaneamente nella dignità della persona (l’io) e nella sua natura essenzialmente sociale (il noi), respinge l’individualismo e il collettivismo. Nella storia della Chiesa tracce chiarissime di solidarismo sono presenti nell’epopea benedettina, in Madonna Povertà (con l’austerità pari alla letizia) di Francesco d’Assisi, nelle «riduzioni» dei gesuiti in Paraguay, nelle Conferenze di San Vincenzo e nei vari Santi sociali (dal Cottolengo a don Guanella, don Orione ecc., fino a don Zeno/Nomadelfia).

Il bene comune

Il bene comune ha di mira tutta la persona e tutte le persone, senza discriminazioni xenofobe e senza appiattimenti in un melting pot culturale, disattento alle specificità e alle differenze.

La pace

La pace integrale evidenzia una vistosa differenza tra l’assenza di guerra, compromesso possibile tra gli opposti interessi, e il “sogno di Dio” incentrato sulle caratteristiche molteplici del Regno messianico, annunciato dai profeti e incominciato da Gesù, venuto per «evangelizzare la pace».Alla luce di tutto questo il «che fare» nostro, oggi, si articola in tre livelli o momenti: la testimonianza personale di una vita in «sobrietà solidarista»; l’intervento teoretico — almeno come supporto (coinvolgendo anche i media) — per correggere gli attuali modelli di sviluppo; un’azione politica ispirata alla Dottrina Sociale della Chiesa per contrastare le strutture di peccato.

La polis

Alla Chiesa, corpo mistico del Cristo risorto, spetta — oggi più che mai — l’impegno di portare a compimento quanto Egli ha iniziato con la prima venuta, agendo come Lui nel «frattempo» della storia. In breve, ogni progettualità cristiana — anche in politica — dovrebbe concepirsi non a partire dall’oggi («il simile», umanamente possibile oggi), ma dal futuro di Dio: «il già e non ancora del Regno»!

Perciò tale progettualità prevede di edificare una polis a misura della Città di Dio, ossia di quella solidarietà fraterna, da cui sgorgano tanto il bene comune e la pace nella giustizia, quanto la salvaguardia del creato.