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Maria, la nostra Amica a cui affidarci e confidare le nostre pene PDF Stampa E-mail
Notizie - OPINIONI
Scritto da Pippo Corigliano   
Giovedì 13 Maggio 2021 10:03
ROMA - Il cristiano fa un bel passo avanti quando smette di credere che Dio lo può aiutare a fare la propria volontà e comincia a credere che è lui che vive per attuare la volontà di Dio. Tanto per fare un paragone si potrebbe dire che il cristiano diventa una lampadina accesa quando è avvitata a Gesù: paragone che è la trasposizione elettrotecnica dell’immagine evangelica della vite e dei tralci, che sono fecondi solo quando sono uniti alla vite. Ricordo questi principi perché per attuare questi bei propositi il cristiano deve essere un lettore della Sacra Scrittura e , in particolare, del Nuovo Testamento. In questo compito è utile il metodo di Andrea Mardegan che rivisita le Sacre Scritture con la calma del buongustaio. Mardegan non è uno scrittore che inventa i collegamenti tra un passo e l’altro del testo sacro, piuttosto assapora ogni parola e ne trae tutto il succo possibile. Nel recente libro, edito dall’Ares in tempo per il mese di maggio (Maria come Amica), Mardegan percorre la storia di Maria nella chiave dell’amicizia. Basta scorrere l’indice per capire che aria tira: Amica di Dio Padre è il primo capitolo e, a seguire, Amica di Gabriele, Amica di Elisabetta, Amica di Zaccaria, Amica di Giuseppe, Amica della Parola, Amica di Gesù, Amica degli sposi e così via fino allo Spirito Santo e Amica mia. Mardegan non modifica nulla ma ti fa sentire un superficiale perché trae da ogni frase del Vangelo un succo saporito che arricchisce l’anima. Un esempio fra i tanti. Sul dialogo con l’arcangelo Gabriele, scrive: “Maria si percepisce conosciuta da Gabriele in tutta la sua storia e nella profondità del suo animo, come se fosse Dio stesso che le parla. Non ha bisogno dunque di tante spiegazioni…. La domanda è solo per capire come avverrà ciò che le è stato proposto”.

In conclusione Mardegan scrive: “Maria può essere amica mia perché Dio ci ha affidato a lei personalmente, chiamandoci per nome, dal momento che con il Battesimo a ciascuno di noi ha dato la dignità di figlio di Dio nel Figlio Gesù”.