Caserta, gli ingegneri si uniscono e chiedono urgenti provvedimenti al Governo Stampa
Scritto da Antonio Luisè   
Giovedì 19 Marzo 2020 19:22
CASERTA - La massiccia diffusione a livello mondiale del Coronavirus ha provocato un vero e proprio terremoto all’economica, con tantissimi settori completamente fermi.

I liberi professionisti appartengono ad una delle categorie che più di tutte stanno subendo disagi dall’attuale situazione. Un sostanzioso gruppo di ingegneri della Provincia di Caserta si sono uniti per far sentire la loro voce alle istituzioni.

Il portavoce Antonio Sica fa sapere: «A seguito di un’attenta analisi del decreto del 17 marzo 2020 numero 18, denominato ‘Cura Italia’, si è potuto evincere che la categoria di ‘liberi professionisti’, ovvero quella più strettamente legata alle attività colpite da questa crisi economico-pandemica, è stata completamente trascurata e abbandonata dal Governo, in special modo per quella parte iscritta alle casse previdenziali autonome (ingegneri, architetti, geometri, avvocati, commercialisti).

Durante questa piena emergenza, in cui si obbliga tutti a restare nelle proprie abitazioni con una fortissima campagna mediatica ‘#iorestoacasa’, i liberi professionisti potrebbero lavorare in un’anacronistica modalità ‘Smart working’, che però si scontra con la realtà delle cose, a quanto pare sconosciuta ai nostri rappresentanti istituzionali:

Uffici tecnici Chiusi al pubblico;

pratiche al Genio Civile ferme da mesi (basti pensare che per un semplice ritiro di un collaudo o di una R.S.U. vi sono da attendere tempi biblici);

impossibilità di dialogo con gli istruttori tecnici ‘short list’; inesistenza di sportelli digitali;

telefoni degli Uffici pubblici che squillano inesorabilmente senza risposta; e potrei continuare a lungo.

Il sottoscritto ingegnere libero professionista – continua Sica - raccolti i reclami e i disagi di un corposo gruppo di colleghi, si fa promotore delle seguenti proposte attuabili in pochissimo tempo, senza cadere in discorsi di pura ‘filosofia’ privi di pragmaticità.

Di seguito, con massimo spirito collaborativo, si fornisce un elenco di proposte ‘tampone’ per la situazione emergenziale e utili per il rilancio delle attività: eliminare ogni forma di controllo, sugli atti tecnici, che non contempli l’assunzione di responsabilità da parte della Pubblica amministrazione, introducendo poi il silenzio assenso (30 giorni al massimo) per tutti gli altri casi;

applicazione immediata da parte degli Uffici Competenti Regionali di quanto previsto già all’art.94 bis DPR 380/01 (modificato con legge n. 55 del 2019 ‘Sblocca cantieri’) con il ritorno alla forma di Deposito, senza dover attendere le istruttorie (i cui tempi di approvazione, ad oggi, sono ben più lunghi di quelli necessari per la realizzazione dell’opera prevista in progetto;

stendere i benefici previsti per le piccole imprese dal Decreto-Legge 17 marzo 2020 n. 18 ‘Cura Italia Covid 19’ a tutti i liberi professionisti, nessuno escluso;

pagare entro 60 giorni tutte le fatture già approvate emesse dai professionisti a favore delle Pubblica amministrazione e/o poter effettuare detrazioni a compensazione dai vari adempimenti fiscali, amministrativi e patrimoniali;

immediata introduzione di piattaforme elettroniche - digitali per la consegna dei progetti, così come avviene da tempo in altre Regioni italiane (vedi Opengenio nel Lazio, etc...).

Dispiace – conclude il giovane ingegnere - dover costatare, infine, che gli Ordini di appartenenza professionale non si fanno promotori di iniziative e proteste degne di nota atte alla tutela della nostra classe e della nostra dignità.

In questo periodo di emergenza invito tutti i colleghi ad essere uniti e compatti al fine di rinvigorire la nostra categoria».

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