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Capua, OMASUD chiude, Naddei (UGL):cento lavoratori a rischio, chiediamo un incontro con il prefetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicolina Leone   
Giovedì 10 Gennaio 2019 23:16

CAPUA (Caserta) - Oltre cento operai rischiamo il posto di lavoro in provincia di Caserta, una terra che si avvia ormai alla desertificazione assoluta. Le poche aziende ancora in piedi sono a rischio chiusura come l’azienda OMASUD di Capua che dopo trenta anni chiude i battenti a seguito della forte crisi che sta vivendo da tempo. I lavoratori della ditta sono in stato di allerta per le prospettive future che non lasciano prevedere nulla di buono.

Da anni l’Azienda, sita in via Marra a Capua, non versa in sane condizioni economiche ed i lavoratori hanno usufruito, e concluso, di tutti gli ammortizzatori sociali previsti.

OMA SUD ha iniziato la sua attività nel 1988 con l'obiettivo di produrre componenti di aeromobili. La sua sede principale e lo stabilimento, di 20.000 mq, si trovano a Capua (Caserta) vicino al CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), in prossimità dell'aeroporto Oreste Salomone con accesso diretto all'aerodromo e a pochi chilometri da FINMECCANICA/ Alenia area industriale aeronautica e Pomigliano D'Arco, Capodichino e Nola. Posizione strategica per l’azienda. Gli affari, dal subentro della crisi trascinatasi nel tempo, sono notevolmente peggiorati fino a che gli operai sono ricorsi a tutte le forme di ammortizzatori. Conclusi questi e visto che la Ditta non decolla, l’azienda ha messo in ferie forzata tutti gli impiegati fino al 31 gennaio 2019. A breve dunque, si concludono anche le ferie e, senza alcuna soluzione, i lavoratori prevedono la chiusura, come si paventa, della OMASUD a seguito di richiesta di fallimento.

Mauro Naddei-segr. Prov.le UGL Metalmeccanici che segue i lavoratori si dice preoccupato e chiede un tavolo istituzionale in prefettura: “A fronte dell’esaurimento delle forme di ammortizzatori sociali occorre lavorare per mettere in campo soluzioni per il recupero della capacità produttiva dell’azienda coinvolgendo anche altri operatori del settore al fine di salvaguardare una grossa realtà aziendale che sussiste sul territorio dal 1988 e mantenere posti di lavoro di un centinaio di persone che hanno famiglia e che da anni operano all’interno dello stabilimento. Per scongiurare la chiusura dell’azienda chiediamo un tavolo in prefettura per esaminare, con la dirigenza, le possibilità di un rilancio dell’Azienda” conclude il sindacalista.